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Gli insegnanti italiani? Precari e anziani, ma nonostante tutto motivati

È stata presentata ieri a Parigi l’indagine che l’organizzazione Talis ha condotto nei 35 Paesi dell’Ocse per rilevare le condizioni lavorative all’interno delle scuole.

scuola alunni sicuri

Quale fotografia emerge dell’Italia? Il Belpaese ha un sistema scolastico tenuto saldamente in mano dalle donne – 78,6 è la percentuale delle cattedre “rosa” – e vanta – si fa per dire! – il corpo docente più anziano: la media è di 49 anni d’età, contro i 42,6 della Francia e i 44 della Finlandia. Gli insegnanti sotto i 30 anni sono appena l’1%. Situazione analoga per i presidi, che hanno una media di 57 anni d’età, così come in Giappone, e sono secondi solo alla Corea.

Per quanto riguarda il carico di lavoro, i docenti italiani lavorano un numero inferiore di ore rispetto ai colleghi europei e non. Ma siamo comunque ben lontani dalle 18 ore di lavoro settimanale che, nell’immaginario collettivo, suonano come “una colpa” di cui giustificarsi: il monte ore settimanale raggiunge le 30 ore, perché oltre alle lezioni frontali bisogna considerare il tempo da dedicare alla preparazione delle stesse e alle attività di coordinamento. Per fare un paragone, comunque, gli insegnanti francesi lavorano 36,5 ore settimanali. Ma sono anche molto più retribuiti.

Un altro annoso problema della scuola italiana è il precariato, che con la sua percentuale di supplenti pari al 18,5 registra uno dei valori più alti al mondo. Non pensiamo però che ovunque sia meglio: curiosamente anche in Finlandia, che pure vanta uno dei sistemi scolastici più all’avanguardia, questo valore si attesta sul 19,2%.

Come si percepiscono gli insegnanti italiani? L’88% di loro crede che l’insegnamento sia scarsamente considerato all’interno della società. A Singapore, nei Paesi Bassi e in Finlandia, invece, questa percentuale si abbassa considerevolmente, al punto che il 40-68% di loro sostiene che il proprio lavoro è adeguatamente valorizzato.

Eppure, nonostante la scarsa considerazione e lo stipendio non milionario, gli insegnanti italiani non mollano. Al punto che il 94% di loro dichiara di essere complessivamente soddisfatto del proprio mestiere. Rimangono elevate anche le percentuali di chi sostiene di riuscire a motivare gli studenti nelle situazioni più avverse e di infondere loro la stima sufficiente per credere nelle proprie capacità.

(immagine tratta da Marco Polo, da Flickr.com)

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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