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Gli italiani considerano inutili le nuove norme UE anti fumo

A breve, Bruxelles approverà tutta una serie di azioni, in campo europeo, per contrastare il vizio del fumo, soprannominate già come “la direttiva tabacco“.

Philip Morris

Ma un autorevole, quanto recente, sondaggio effettuato dal Censis (per conto della Philip Morris in Italia) ha messo in evidenza il giudizio fortemente negativo degli italiani sui risultati che si conseguirebbero nella lotta alla sigaretta di tabacco con l’entrata in vigore di tale direttiva.

Secondo il Censis, infatti, l’uso di pacchetti dalle forme generiche, poco accattivanti nei colori e simili tra loro, utilizzati dalle diverse marche di sigarette, è ritenuta una misura inutile dal ben l’80% degli intervistati. Così come per il 76% degli stessi è inutile l’abolizione dei pacchetti da 10 sigarette e il 70% pensa che riportare sulla confezione immagini “forti” non costituisca un deterrente.

Anche un intervento sulle sigarette, come vietare quelle sottili (o slim) e le aromatizzate (come quelle al mentolo) non rappresenterebbe una misura contrastante allo smettere di fumare. A dirlo sono quasi il 75% degli intervistati, per il primo caso, e il 71% per il secondo. Alla domanda, poi, se tali misure rischiano invece di favorire le attività di contraffazione e contrabbando, il 58,5% ha risposto con convinto assenso.

pacchetti sigarette shock

Ma, questa preoccupazione non è solo degli intervistati. Ad affermarlo sono anche le Forze dell’Ordine (Guardia di Finanza e Dogane) che temono una impennata di traffici di contrabbando ed attività illegali, attualmente floride sul territorio nazionale e internazionale. A supporto di questi timori (condivisi anche dal 70% degli intervistati) la G.d.F. mostra i dati dello scorso anno relativi al sequestro di tabacchi lavorati di provenienza estera, oltre 294mila chili, con un aumento del 22, 6% in più rispetto all’anno prima, mentre i Doganieri hanno intercettato e bloccato oltre 12 milioni di pacchetti di bionde. In questo caso l’incremento è stato del 30% rispetto all’anno precedente. Ovviamente, non tutte le sigarette bloccate alle Dogane erano destinate al mercato italiano, ma “solo” il 35%. Una percentuale comunque consistente.

GDF e sigarette sequestrate

Per questa motivo quasi il 70% degli intervistati richiede un maggior impiego di uomini e tecnologie nel contrasto del contrabbando mentre l’83% ritiene più utile una campagna di informazione massiccia nelle scuole contro l’uso di sigarette e i relativi danni provati già in giovane età, affiancata da controlli serrati e sanzioni pesanti (lo pensa il 71,3%) nei confronti degli esercenti che vendono sigarette ai minori di 18 anni.

Anche le multinazionali del tabacco sono chiamate in causa in questo sondaggio: circa il 72% degli intervistati, infatti, chiede alle aziende di investire in prodotti meno dannosi e ben il 76% spinge perché ci sia una maggiore informazione su prodotti innovativi (come le sigarette elettroniche) e sui relativi effetti.

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