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Gli ultras si sono trasferiti dallo stadio alle piazze

Li chiamano black-bloc, ma sono ultras. Manifestazioni studentesche, No-tav, indignati, forconi, senza casa… Gli ultras ci sono. Si sono spostati dalle curve alle piazze, ma ci sono. In un’intervista realizzata per Repubblica da Paolo Berizzi, il giornalista parla con un atalantino che svela come è cambiato il mondo dell’aggregazione da stadio, arrivando ad una conclusione preoccupante, ma non certo sorprendente: “Più lo stato alza il livello della repressione, più gli ultras quello della violenza”

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Nel corso della chiacchierata emerge che lo spirito di aggregazione che aveva unito i giovani nei gruppi ultras violenti dentro le curve degli stadi ora si è trasferito nelle piazze. Perchè, come dice l’intervistato, “uno scontro con la polizia in piazza vale dieci scontri alle partite”. Dopo aver letto e analizzato questa intervista di Repubblica, ci permettiamo di disegnare un contorno storico più preciso del mondo ultras.

La violenza che negli anni 80 e 90 era propria degli stadi si è ri-trasferita in piazza, perchè lì era nata. Quando? Alla fine degli anni 70, con le rivolte studentesche. Dunque l’aggregazione violenta torna esattamente dove aveva cominciato a scatenarsi. Adesso, nel 2014, la gente è arrabbiata per via delle disuguaglianze, dell’iniquità e della politica che non concretizza. E chi ha il fuoco dell’adrenalina che arde, trova il suo sfogo negli scontri.

 

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