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Gloria Rosboch, intervista esclusiva all’avvocato di Gabriele Defilippi: “Confronto in carcere con Obert? Sarebbe inutile”

di Michela BecciuNonostante l’interrogatorio del suo assistito sia stato secretato, l’avvocato di Gabriele DefilippiPierfranco Bertolino, ha risposto in maniera esaustiva – per quanto possibile – alle domande di UrbanPost. Interpellato in merito alle precarie condizioni psico-fisiche del ragazzo, a causa delle quali l’interrogatorio di cui in oggetto sarebbe stato interrotto, l’avvocato Bertolino è stato chiaro, ed ha rivelato di avere chiesto la consulenza psichiatrica del dottor Enzo Villari, primario di psichiatria dell’ospedale delle Molinette di Torino, che ha già iniziato a sottoporre Defilippi a dei colloqui nel carcere delle Vallette di Torino, dove è rinchiuso da settimane.

Ecco l’intervista esclusiva di UrbanPost all’avvocato Pierfranco Bertolino:

Avvocato, se la magistratura ha deciso di secretare l’interrogatorio del suo assistito si presume sia per la rilevanza delle sue dichiarazioni. Può dirsi soddisfatto per come è andata? Dobbiamo aspettarci nuovi sviluppi nelle indagini, altri indagati? 

“Non posso assolutamente entrare nel merito della vicenda per cui … dire se siamo soddisfatti o meno non è ancora possibile… è chiaro che lui si deve prendere la responsabilità di ciò che è accaduto – e se la sta prendendo – e poi, insomma, valuteremo quali sono le risultanze dall’esito delle indagini e trarremo le dovute conclusioni”.

Mi conferma che il 31 marzo dovrebbe continuare questo interrogatorio? Gabriele ha intenzione di fare anche altre dichiarazioni? C’è dell’altro che non ha ancora detto?

“Sì, la prosecuzione dell’interrogatorio è stata fissata per il 31 marzo. Io questo non glielo so dire perché, insomma, la sua intenzione è in qualche modo di cercare di fare chiarezza rispetto all’episodio dell’omicidio e anche della truffa, che è anche un po’ alla base di tutto quello che è capitato, per cui l’ottica è questa poi vediamo cosa dirà e cosa no…”.

Le indiscrezioni parlano di Gabriele che anche durante l’interrogatorio avrebbe attribuito tutta la responsabilità del delitto a Obert. È così?

“Mah … sa, allora, qui l’omicidio è contestato in concorso, tra l’altro con la premeditazione, per cui chi materialmente abbia stretto quella famosa corda attorno al collo della povera professoressa al momento non è possibile capirlo; l’omicidio l’hanno commesso in due, sono andati entrambi a fare questo sopralluogo qualche giorno prima del delitto … il sopralluogo c’è stato, quindi …”.

Si parla di un faccia a faccia in carcere tra i due indagati, un confronto che potrebbe avvenire già ad aprile. L’indiscrezione è fondata?

“Mah, io non ho ricevuto ancora nessuna comunicazione ufficiale, per me sono indiscrezioni giornalistiche, non ne so ancora nulla. Comunque, faccio questo mestiere ormai da anni, e le confesso che ne ho visti di confronti ma obiettivamente non hanno mai portato da nessuna parte”.

Quindi lei non crede nella utilità di un eventuale faccia a faccia tra Defilippi e Obert?

“Sinceramente no. Per quella che è la mia esperienza professionale … credo che ognuno continuerebbe a dir la sua, ecco. Andrebbero avanti ad accusarsi a vicenda, questo è quello che credo, poi io l’interrogatorio di Obert non lo conosco, perché è stato secretato…”.

Gabriele vuole collaborare con gli inquirenti? Si è mostrato propositivo da questo punto di vista?

“Ripeto, l’interrogatorio è stato secretato, quindi su questo punto non le posso rispondere … l’intenzione di massima dovrebbe essere quella. La vicenda è molto tragica, anche perché stiamo parlando di una povera donna uccisa in quel modo, di un ragazzo di 21 anni con – giustamente – la prospettiva di una condanna importante, lo stesso questo coimputato, che di anni ne avrà molti di più e che forse poteva essere l’elemento che metteva un po’ di sale in zucca anche all’altro, ma che è mancato… Il più grosso dubbio che ho è sulle capacità di capire cosa stesse accadendo in capo al mio assistito, per cui adesso lasciamo lavorare il dottor Villari e vediamo di capire se ci son delle patologie e poi da lì in avanti trarremo delle conclusioni. Attendo l’esito della consulenza psichiatrica”.

Si parla tanto di questa pistola introvabile, è stata cercata più volte dagli inquirenti, ma senza esito. Cosa può dirmi in merito?

“Guardi, io sul punto della pistola posso fare una riflessione basata sui verbali di interrogatorio di Obert: Gabriele ha sempre detto ‘trovate la pistola e troverete anche i soldi’, ma la pistola non si trova. Questo signore (Roberto Obert, ndr) ha dichiarato di averla nascosta lui, di averla nascosta in un boschetto … cioè, a me sembra abbastanza strano che non si riesca a trovare questa pistola, quindi viene da pensare che forse quell’arma sia da un’altra parte. Tra l’altro l’hanno cercata con i metal detector, con dei cani, insomma, se la pistola fosse stata dove ha detto Obert a mio avviso l’avrebbero sicuramente trovata. Purtroppo qui la situazione è ancora poco chiara …”.

Avvocato, e il ruolo della madre di Gabriele, la signora Caterina Abbattista? Qual è il suo punto di vista?

“Io l’ho detto sin da subito: secondo me non è coinvolta nel delitto. L’unica accusa che le si può muovere è di non aver saputo arginare questo figlio, farlo curare … Anche se in effetti ha fatto quello che poteva, questo ragazzo l’ha mandato dagli psichiatri, una donna sola, con un lavoro impegnativo … Rispetto all’omicidio io son convinto che non abbia avuto alcun ruolo”.

Quindi la madre ha cercato di aiutarlo in passato? Gabriele già mostrava dei problemi?

“Il ragazzo era seguito dai servizi psichiatrici, sì qualche problema ce l’aveva, due volte alla settimana era sottoposto a una terapia psichiatrica, quindi, insomma … poi rientriamo nel tecnico e io non sono in grado di disquisire sul punto. È una grossissima tragedia, questa è l’unica certezza al momento”.

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