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Gloria Rosboch, news Gabriele Defilippi: perché la madre è stata scarcerata

La madre di Gabriele Defilippi è ai domiciliari da sabato scorso, attenderà in casa della sorella, a Oglianico (Torino), il processo che la vedrà imputata insieme al figlio e l’amante, Gabriele Defilippi e Roberto Obert, per l’omicidio della professoressa 49enne di Castellamonte, Gloria Rosboch.

Caterina Abbattista si è sempre professata innocente, e ora l‘esito di una super perizia sul suo cellulare pare averle dato ragione. La sera del 13 gennaio scorso, quando l’insegnante fu uccisa, il telefonino dell’indagata agganciò la cella di Montalenghe, distante diversi km dall’ospedale in cui lei lavora, e dove aveva detto di trovarsi in quella fascia oraria. “Ora ho bisogno di tranquillità, sono molto provata. Penso con angoscia a mio figlio Gabriele in carcere con un’accusa terribile, e al dolore della famiglia della vittima”, queste le sue prime parole da donna libera.

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I tabulati le davano torto, per questo la signora Abbattista era finita in carcere con l’accusa di concorso in omicidio e occultamento di cadavere. Dopo 268 giorni di detenzione, però, la sua posizione si è alleggerita e il merito è di una attenta verifica sul telefonino disposta dalla Procura di Ivrea che indaga sul caso. Per due settimane gli inquirenti hanno posizionato un cellulare uguale al suo nell’ospedale in cui la donna lavorava, ed hanno appurato che effettivamente, pur non essendo mai stato spostato da lì, durante il periodo di verifiche almeno una volta avrebbe agganciato la cella di Montalenghe. Ciò significherebbe dunque che l’alibi della donna regge, e che all’ora dell’omicidio lei era davvero al lavoro.

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