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Gloria Rosboch, parla Efisia finta direttrice di banca: “Facevo tutto pur di piacere a Gabriele”

“Sì, ero attratta da Gabriele e mi accorgevo di fare cose senza senso solo per fare piacere a lui ed evitare che sparisse di nuovo”, lo avrebbe ammesso ai magistrati Efisia Rossignoli, la casalinga 44enne sposata e madre di 2 figli, caduta ‘vittima’ del fascino diabolico di Gabriele Defilippi, ora in carcere con l’accusa di avere ucciso, insieme alla complicità di Roberto Obert, la sua ex insegnante, Gloria Rosboch. La donna ha ammesso di essere totalmente succube del 22enne, di essere disposta a tutto pur di piacergli ed avere la sua attenzione. Anche a commettere dei crimini, parrebbe.

La donna – che non risulta essere indagata ma la cui posizione, secondo insistenti indiscrezioni giornalistiche, si starebbe aggravando di ora in ora – si sarebbe resa complice del 22enne nell’ordire la truffa ai danni della insegnante di Castellamonte. Efisia telefonò alla professoressa – su richiesta di Defilippi, che avrebbe pagato profumatamente la sua collaborazione – fingendosi direttrice di banca, per rassicurarla sul deposito dei suoi risparmi (i tristemente noti 187mila euro spariti nel nulla) nella sua fantomatica filiale.

Efisia il giorno della scomparsa della Rosboch, 13 gennaio 2016, si sentì più volte al telefono con Gabriele. Anche contatti non vocali. Perché? È forse coinvolta nell’omicidio, oltre che nella truffa? Di lei e di altri presunti complici il ragazzo avrebbe parlato durante l’interrogatorio dello scorso 21 marzo, la cui attendibilità dei contenuti è ora al vaglio della magistratura.

Efisia avrebbe dato una giustificazione a quei contatti telefonici, che il settimanale Giallo ha pubblicato integralmente: “Quel giorno mio marito, al mattino, mi disse che non sarebbe tornato a casa per il pranzo. Io avevo il sospetto che mio marito mi tradisse con delle colleghe. Decisi di controllare la situazione ma non potendo recarmi sul posto, in quanto dovevo essere al lavoro, decisi di chiamare Gabriele per chiedergli aiuto […] In particolare lo chiamai alle 10.30- 11 per chiedergli questa cortesia e lui mi disse che era dal veterinario e che mi avrebbe richiamato. Circa 10 minuti dopo mi richiamò, io gli chiesi la cortesia e lui mi disse che sarebbe andato e, nel caso, avrebbe fatto anche delle foto. Da quel momento non l’ho più sentito. Ho richiamato io diverse volte, il giorno stesso, per conoscere l’esito dei suoi accertamenti senza avere nessuna risposta. Nei giorni successivi non ho più provato a chiamarlo. Ero seccata, perché pensavo che avesse beccato mio marito e non me lo voleva dire”.

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