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Gluten Free Museum: nasce il museo delle opere d’arte senza glutine

Un anonimo blogger francese ha dato vita a Gluten Free Museum, il museo delle opere d’arte senza glutine. Sono tante, tantissime, le volte in cui il mondo dell’arte incontra quello della cucina, e sempre tante, tantissime, le apparizioni del grano e dei suoi prodotti che lo contengono, come pane, pasta, pizza, nelle scene cinematografiche, nei dipinti, nelle fotografie, nei fumetti o nelle immagini pubblicitarie. Il numero delle persone intolleranti al glutine nel mondo è sempre più in crescita, in Italia circa 600mila famiglie affrontano la celiachia, l’idea del blogger, quindi, è stata quella di privare anche le opere d’arte del glutine, e di far vivere ai personaggi un’atmosfera differente. Quali sono le prime opere che il blogger ha reso “gluten free”?

La pubblicità della birra Guinness, con lo slogan “Lovely day for a Guinness” è diventata “Lovely day for a Guess”, lasciando il tucano con un bicchiere vuoto; Clancy Winchester, il poliziotto dei Simpson disegnato da Matt Groening con caffè americano e ciambella in mano, è restato con una mano penzolante nell’aria (a dieta, Winchester); Picasso, fotografato da Robert Doisneau con le mani di pane, è restato senza mani; il poster di Razzia, “Pasta”, è diventato “Basta”; Lilli e il Vagabondo sono rimasti senza spaghetti con le polpette (e il bacio? Come sarebbero riusciti a baciarsi?).

Anche la “Cena in Emmaus” di Caravaggio resta senza pane, Samuel L. Jackson in “Pulp Fiction” di Quentin Tarantino, senza panino, Andy Warhol nel video “Eating a Hamburger”, a bocca asciutta. Per visitare il museo senza glutine, qui.

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