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GNP 2016, Cesare Damiano interviene su riforma pensioni e legge di stabilità: “Stiamo uccidendo l’Umanesimo del lavoro”

Il 10, l’11 e il 12 maggio, a Napoli, nello splendido scenario di Piazza del Plebiscito, si è tenuta la Giornata Nazionale della Previdenza e del Lavoro 2016. Stand allestiti in piazza per sensibilizzare i cittadini sul tema del lavoro, ma anche colloqui e possibilità di fare uno speed date previdenziale e totalmente gratuito con le migliori compagnie di assicurazioni sul territorio. Tantissimi ospiti illustri e temi all’ordine del giorno, oltre che di particolare interesse. Dai primi dati è stato rilevato che anche quest’anno la GNP ha registrato il boom d’affluenza.

Stamattina, nella “Sala Levante”, si è tenuto un convegno sul tema “Giovani e anziani chiedono lo stesso futuro: dignitoso lavoro, dignitosa pensione” al quale hanno partecipato: Morena Piccinini, presidente Inca, Domenico Pesenti, presidente Inas, Fabrizio Benvignati, vice presidente Patronato ACLI, Domenico Proietti, Segretario confederale UIL, Cesare Damiano, Presidente Commisione Lavoro Camera dei Deputati, e, in collegamento via Skype, il Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Pierpaolo Barretta.

Patto generazionale, rapporto tra giovani e anziani, riforma pensioni, flessibilità in uscita e legge di stabilità: questi sono stati i temi sui quali hanno discusso. Il convegno è stato aperto da Morena Piccinini: “C’è rabbia, sia da parte degli anziani che dei giovani, i quali non è vero che non sono interessati al tema, ma sono sfiduciati. Dobbiamo essere tutti preoccupati: noi come Patronato, fino ai sindacati, la politica e il governo. E’ in gioco il sistema previdenziale pubblico. E’ difficile –  ha aggiunto la Piccinini –  convincere i giovani che devono versare i loro contributi per ricevere una pensione più in là con tutte le sue caratteristiche. Qualcuno ci dovrà spiegare che pensioni pensano di costruire con i voucher. I 5 milioni di voucher del 2015 cosa stanno producendo? Sono da controllare o, secondo me, da eliminare? Ecco che se pensiamo al rapporto tra le generazioni c’è molto da fare e noi appreziamo molto il fatto che il governo riconosca che oggi c’è un tema che si chiama previdenza.”

Ha continuato poi il discorso sulle pensioni e sul patto generazionale Fabrizio Benvignati, vice presidente del patronato Acli: “Non è possibile puntare tutto su una risposta individuale senza tenere conto che questa risposta necessariamente deve essere sostituita da una riforma –  ha detto – I calcoli stanno diventando una forma di contenuto. Noi portiamo calcoli ottimistici, come la busta arancione, ma anche calcoli pessimistici, come l’aspettativa di vita. Su questo ci deve essere una quadratura, un’omogeneità.” Poi una battuta sull’anticipo pensionistico per gli over 63: “Prima camminavamo a piedi, adesso almeno un Ape ce l’hanno data.” In collegamento via Skype è intervenuto anche il Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Pierpaolo Barretta: “Il governo ha preso un orientamento definitivo mettendo in agenda la flessibilità in uscita. Siamo pronti a ragionare sulle modalità con le quali affrontare la questione: capire se e quante risorse deve immettere lo Stato per rendere la flessibilità possibile. Credo che anche i fondi pensione e il sistema bancario debbano essere protagonisti.”

Il convegno è stato chiuso dall’Onorevole Cesare Damiano: “I nostri figli studiano più di noi, lavorano quanto noi, ma a differenza di noi che a sessant’anni avevamo quarant’anni di contributi. Loro ne hanno venti, con una retribuzione povera e contributi più bassi. Lavoratore povero, pensionato povero. Se non aggrediamo questo punto, inseguiamo le farfalle –  ha detto Damiano – Io sono orgoglioso di essere un uomo dell’Occidente per i valori dell’Occidente e soprattutto Europeo, per i valori dell’Europa. Noi stiamo uccidendo l’umanesimo del lavoro, il voucher è il simbolo. Perché io, uomo di sinistra, ho avanzato una proposta di legge di tornare alla Biagi: perché Biagi parlava di voucher come lavoro occasionale o accessorio ed ha indicato piccoli lavori domestici, di giardinaggio, cura dei bambini e dei portatori di handicap, punto. E’ stata la Fornero che ha cancellato la parola occasionale. L’obiettivo, ora, è fare in modo che il governo convochi le parti sociali e apra al più presto un tavolo. Però prima il governo non ci pensava, adesso ci pensa e io sono come gli alpini, un passo in avanti è meglio di due passi indietro.”

Written by Vincenzo Mele

Nato a Napoli il 13 Agosto 1996, si è diplomato al Liceo Classico Adolfo Pansini, in Napoli. Attualmente frequenta la facoltà di Lettere moderne all'Università Federico II di Napoli. Giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei giornalisti della Campania. Si occupa di sport, tv e gossip.

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