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Golpe Turchia: sospesa convenzione per i diritti umani, ecco cosa vuol dire

Adesso è ufficiale, con 346 voti a favore e 115 contrari, il Parlamento turco ha approvato nel pomeriggio di giovedì lo stato di emergenza per la durata di tre mesi, annunciato in realtà la sera precedente da Recep Tayyp Erdogan. Poteri speciali ed estesi molto vicini all’assoluto: il Presidente ed il governo saranno liberi di operare sul territorio senza vincoli. In base all’articolo 120 della Costituzione turca, lo stato d’emergenza non può essere proclamato per più di sei mesi. Garante di tutto ciò è il Parlamento che detiene il potere di interrompere o di estendere la durata della sospensione per periodi di quattro mesi rinnovabili.

Ma cosa cambia realmente e quali sono le conseguenze di questo passo? Con lo Stato d’emergenza, il Consiglio dei ministri, presieduto dal capo dello Stato, può “emettere decreti aventi forza di legge”, sottoposti lo stesso giorno all’approvazione del Parlamento. La limitazione della libertà di manifestare e di circolare,  di espressione ed un controllo più serrato sui media, questi immaginiamo siano i primi punti su cui il Governo turco si concentrerà.

Insieme ai poteri speciali, il vicepremier ha annunciato anche la sospensione della Convenzione europea. La convenzione per i diritti umani è stata istituita il 4 novembre del 1950 ed è in vigore dal 3 settembre del 1953. Al suo interno sono racchiusi i diritti e le libertà fondamentali che i Paesi che hanno sottoscritto il trattato “aperto”. I 47 paesi firmatari si sono impegnati a rispettare e tutelare il diritto alla vita, alla privacy, a un processo equo, alla libertà d’espressione, di stampa, di pensiero, di coscienza e di religione, di associarsi e di riunirsi pacificamente.

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