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Google e il diritto all’oblio: il blog di Robert Peston della BBC viene rilanciato sui social network

È passato poco più di un mese da quando Google ha riconosciuto agli utenti il diritto all’oblio, che già si fanno sentire i primi effetti (indesiderati o sperati?) in merito alla rimozione di informazioni dal web.

Google diritto all'oblio caso giornalista BBC

Al centro dello scandalo di questi giorni c’è un articolo scritto nel 2007 da Robert Peston, celebre giornalista della BBC, che nel suo blog condannava un banchiere di Wall Street e più in generale la Merry Lynch, una delle maggiori banche al mondo, per aver costretto alle dimissioni l’allora amministratore delegato scaricando su di lui colpe che in realtà sarebbero dovute essere condivise.

Come sottolineato dal Times proprio stamattina, gli effetti sortiti dall’esercizio del diritto all’oblio hanno creato un effetto domino incontrollato, se è vero che il blog del columnist, dopo essere stato rilanciato su Twitter, ha fatto il giro dei social network attirando i commenti di numerosi utenti.

Intanto alla voce di protesta del giornalista della note emittente, si uniscono quelle dei colleghi, che parlano di “morte del giornalismo”, confermando il timore che la sentenza pronunciata dalla Corte di Giustizia europea possa contribuire a insabbiare informazioni sui potenti. C’è anche chi sostiene che il motore di ricerca abbia applicato alla lettera l’imposizione per fare che in modo che venga apertamente contestata.

Stando al quotidiano londinese, sarebbero già state presentate 50 mila richieste da parte di soggetti che vorrebbero eliminare dal web informazioni sul proprio conto che giudicano sconvenienti o false.

(fonte: La Repubblica)

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