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Google riconosce la Palestina, Israele indignata chiede revisione

Una piccola ma enorme modifica. Da un paio di giorni (in pochi se ne sono accorti subito) la tag-line dell’indirizzo Google.ps è cambiata da “Palestinian Territories” in “Palestine”: così facendo Google ha di fatto riconosciuto la Palestina come stato effettivo incendiando ancor più l’annosa, eterna, questione israelo-palestinese.

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L’Autorità palestinese ha ovviamente plaudito al riconoscimento da parte di Google, viceversa Israele ha altrettanto ovviamente evidenziato la gravità dell’errore; il portavoce del ministro degli esteri israeliano Yigal Palmor ha parlato così: “Questa novità fa sorgere domande riguardo le ragioni che stanno dietro questo sorprendente coinvolgimento di quella che è fondamentalmente una compagnia internet privata negli affari della politica internazionale, e optando per una posizione controversa.”

Nella giornata di oggi Israele ha chiesto ufficialmente a Google di questa scelta che potrebbe avere un ”impatto negativo’‘ sui negoziati tra israeliani e palestinesi.

La richiesta è partita direttamente dal viceministro degli Esteri israeliano Zeev Elkin al presidente al Ceo di Google Larry Page: “La decisione di Google a mio avviso non solo è sbagliata ma potrebbe anche interferire con gli sforzi del mio governo di portare avanti negoziati diretti tra Israele e l’Autorità Palestinese. Vi sarei grato se riconsideraste questa decisione dal momento che potrebbe avere l’effetto di trincerare i Palestinesi nella loro convinzione di poter promuovere i propri obiettivi politici attraverso azioni a senso unico, piuttosto che con accordi e negoziati”. Si attendono le reazioni di Google, farà marcia indietro o entrerà prepotentemente nella dialettica medio-orientale?

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