in ,

Gorchlach: The Legend of Cordelia, intervista esclusiva al protagonista Federico Mariotti

Urbanpost ha intervistato l’attore Federico Mariotti, protagonista della prima serie d’avventura storico-fantasy realizzata in Italia “Gorchlach: The Legend of Cordelia”. La serie, presentata in anteprima mondiale a Cartoomics 2016, è diretta e scritta da Fabio Cento insieme a Charles-Emmanuel Pellissier, tra gli importanti partner c’è Focus Storia ed è stata girata tra Francia e Italia. Federico Mariotti ci ha svelato alcuni dettagli di “Gorchlach”, antico manufatto esoterico di origine celtica, testimone dello scorrere delle ere e fulcro di una storia a dir poco articolata, alla scoperta di  segreti celati da secoli, creduti solamente leggende.

Ci puoi parlare di Gorchlach? Cosa dobbiamo aspettarci da questa serie?

“Potete aspettarvi, una storia avvincente, conoscerete luoghi e personaggi magnifici finora poco raccontati, ci sarà anche da ridere e speriamo ve ne appassioniate. Nel cast abbiamo tra gli altri Sergio Muniz, Roberto Accornero, Tommaso De Tuddo, che interpreta  Guglielmo Corsaris bambino, e una voce fantastica, quella di Luca Biagini, voce narrante, voce del nonno del protagonista. La storia è ambientata in Valle d’Aosta e si sviluppa tra Francia e Italia, si passa dal presente al passato attraverso epoche ed avvenimenti importanti, personaggi storici realmente esistiti, leggende e figure mitologiche. A legare e scandire lo sviluppo della storia è il Gorchlach, un manufatto antico di origine celtica che passa di mano in mano attraverso molte epoche fino ai giorni nostri. Muoverà anche la curiosità e il cuore dei protagonisti, Guglielmo Corsaris e Rachel Blackwood, a credere che oltre quelle leggende, ci sia molto, molto di più. E così, può iniziare il viaggio”.

Quale personaggio interpreti e come ti sei preparato per questo ruolo?

“Io interpreto Guglielmo Corsaris. E’ un archeologo, cresciuto con l’animo dell’esploratore grazie anche ai racconti del nonno, per lui una persona fondamentale. Si è appassionato alle storie che il nonno gli raccontava e gli leggeva da bambino e vuole sapere cosa ci sia oltre quei racconti. Lui in qualche modo sa che non sono solo leggende. Per creare un personaggio si parte dall’entusiasmo, dalla gioia e dalla propria vulnerabilità. In questo caso si realizza anche il sogno di interpretare un archeologo, sono cresciuto con quelle storie e quel cinema d’avventura. Il regista, Fabio Cento, mi ha fornito di materiale storico, e ha portato me e l’altra protagonista che è Alice Lussiana Parente, su un vero scavo archeologico aperto solo a noi. Abbiamo avuto l’occasione di parlare con veri archeologi e studiosi, disponibili a mostrarci come si lavora rispondendo con entusiasmo alle nostre domande. Sembravamo dei bambini in gita, nella gita più bella in assoluto. Inoltre mi hanno fatto visitare il Castello di Issogne, Graines e Cly, per respirarne l’aria e connettermi con lo spirito giusto, luoghi magnifici e futuri set. Una grande occasione, poche produzioni ti permettono di fare esperienze sul campo in fase di pre-produzione. C’era da creare un personaggio vero a tutto tondo, con i suoi pregi e difetti, punti di forza e debolezze partendo da me, dal mio vissuto. La mia energia è quella che ti fa ridere, Corsaris è maldestro e a volte impacciato quanto me, ma anche determinato e scorbutico quanto basta, con uno scopo molto importante che lo muove: la proposta che ho fatto al regista è piaciuta, era quello che cercava lui. Un eroe della porta accanto ma che può riservare molte sorprese e in cui, mi auguro, le persone possano identificarsi. Fondamentale è allenare e saper muovere lo sguardo, qui più che mai, gli occhi di Corsaris devono saper guardare oltre. Ma il lavoro non si interrompe mai ed evolve con la storia, chissà cosa si sentirà di fare Corsaris: voglio restare aperto e anche io con alcuni punti interrogativi”.

Puoi raccontarci un divertente aneddoto del dietro le quinte?

“Fabio aveva intenzione di inserire un’ulteriore scena nell’episodio pilota, non contemplata inizialmente in sceneggiatura. Per telefono mi racconta la sua idea e i due personaggi che voleva inserire. Sono iniziate a venirmi in mente molte idee, e ridevo da solo in treno, mentre raggiungevo Aosta. La sera stessa, io e Fabio, abbiamo scritto i dialoghi e la scena con gran divertimento e il giorno dopo abbiamo girato molto velocemente grazie anche alla prontezza degli altri attori che hanno avuto in mano la scena quella mattina stessa. Il risultato, un scena divertente, funzionale e dinamica, che delineava in modo ancora più specifico Corsaris, le sue reazioni e il rapporto con i suoi collaboratori sullo scavo, e la nascita di due nuovi interessanti personaggi”. 

Qual è stata la difficoltà più grande che hai dovuto affrontare durante le riprese?

“Una delle tante cose meravigliose del mio lavoro è che la sfida è continua come la ricerca perché spesso sei di fronte alla difficoltà, fisica ed emotiva. Il gusto è crederci, uscire da una zona di confort, lavorare e stare in quello che senti, ed è proprio li che ti permetti di fare cose che non avresti mai pensato di poter fare, cose straordinariamente normali. Ed è bello perché mi piace spingermi oltre, sia fisicamente che nelle emozioni, quello che sento è vero, quello che faccio è vero, va saputo comunicare nel modo opportuno e arrivare a questo grado di onestà: è il mio lavoro. La difficoltà è fare in modo che tutto ciò continui ad accadere mantenendosi vivi nel frattempo, facendo il tutto con apertura e grande generosità, dando tutto, scena dopo scena. Questo è frutto di un lavoro continuo, non smetto mai di allenarmi e lavorare. Girare, vestito molto leggero, sulle rovine di un castello con 5 gradi di temperatura e il vento, e dissimulare questo gran freddo può essere una difficoltà. O soccombi o usi ciò che ti circonda lasciandoti scuotere dentro sfruttandolo. Mi auguro che ci siano durante tutta la lavorazione le giuste difficoltà, arriveranno anche quelle grosse che aspetto a braccia aperte, tutte sono buone perché esistono e rendono il mio lavoro sempre stimolante, perché le difficoltà sono preziose, ti permettono di evolvere insieme al personaggio, allora ecco, ti sfidi, fermi il tempo e tutto è vero”.

Quali sono i tuoi progetti lavorativi futuri?

“Tra i progetti futuri, in preparazione c’è un’altra importante serie dove sarò uno dei protagonisti, ma non posso dire di più al momento e da un po’ di tempo, sto contemplando un mio spettacolo a teatro. In fase di ultimazione invece c’è un fantasy/horror, “The Iced Hunter”, un film di Davide Cancila dove interpreto Valus, il mio primo cattivo, estremo a tal punto che ti strappa anche la risata. E’ in post-produzione un corto, “Cut”, un thriller psicologico in bianco e nero dove non mancano note comiche, che ho interpretato e scritto con un caro amico e bravissimo film maker, Federico Perticone, e ci auguriamo viaggi in molti festival”.

don matteo 10

Don Matteo 10 anticipazioni puntata 31 marzo: Lia vicina al parto

nteflix abbonamenti

Netflix catalogo Italia uscita news: adesso l’App per smartphone consumerà meno dati