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Nuovo Governo, Alessandro Di Battista: “Euro, Banche e Movimento 5 Stelle: vi dico tutto”

Alessandro Di Battista: “Noi al Governo? Decidono i cittadini”

Alessandro Di Battista, nella lunga intervista concessa ai microfoni di Repubblica, ha sottolineato come il Movimento 5 Stelle sia pronto ad andare al Governo già dal 2013: “Lo stabiliranno i cittadini se siamo pronti, noi vogliamo candidarci, con maggiore determinazione rispetto alle elezioni precedenti. Non siamo un movimento antipolitico né un partito di protesta.”

di-battista

Alessandro Di Battista: “Referendum? Gli italiani hanno deciso”

E ancora, l’esponente più pop del Movimento 5 Stelle, Dibba, sottolinea come la Legge Boschi sia stata bocciata e che no, non è stato un voto di protesta degli italiani. “Abbiamo votato sui diritti costituzionali – spiega Di Battista – il 60% ha votato NO e secondo me le forze antipolitiche sono altre.” E proprio sulla Legge Boschi, tanto voluta da Matteo Renzi, spiega: “Una legge anticostituzionale con cui hanno bloccato il Parlamento con una riforma che i cittadini hanno bocciato.”

Alessandro Di Battista: “Italicum? Sì…”

E sul sistema elettorale, l’Italicum, Alessandro Di Battista non ha dubbi: “Non vogliamo discutere mesi e mesi con i partiti sulla legge elettorale, vogliamo una versione di questa legge che sia approvata dalla Corte Costituzionale.” Ricordiamo come, salvo sorprese, la Consulta si riunirà per giudicare la costituzionalità dell’Italicum il 24 gennaio 2017.

Alessandro Di Battista e il futuro dell’Italia: la ricetta del Movimento 5 Stelle

Per Di Battista, a cui si chiede quale strada percorrere per uscire dalla crisi, non c’è dubbio: “Dare la precedenza a piccole e medie imprese. Intervenendo in questo ambito la ripresa è assicurata, l’imposizione fiscale deve diminuire.” Perché, secondo Di Battista, c’è esigenza: “Di istituti finanziari pubblici che consentano investimenti a favore di queste imprese.” E poi conclude: “Il reddito di cittadinanza.”

servizio pubblico di battista

Alessandro Di Battista e i costi della politica: “Vogliamo ridurli”

E ancora, spazio ai programmi politici del futuro del Movimento 5 Stelle. In vista di un nuovo governo, il programma politico sarà molto chiaro: “Vogliamo anche aumentare di parecchio le tasse sul gioco d’azzardo, centralizzare la spesa statale, realizzare opere pubbliche funzionali, di dimensioni ridotte rispetto all’Expo o all’Alta Velocità. Vogliamo ridurre i costi della politica, gli stipendi di tutti i parlamentari, anche degli amministratori regionali.”

Alessandro Di Battista, il Movimento 5 Stelle e il microcredito

Le strategie per la crescita, secondo Alessandro Di Battista, sono semplici e facili da seguire: “Puntiamo sull’enogastronomia, una nostra eccellenza, il nostro petrolio. In questo campo bisogna investire nella qualità, nelle start up, nelle piccole e medie imprese. Lo stesso vale per la cultura e il turismo. Noi lo abbiamo tra l’altro già fatto con il nostro sistema di microcredito, che finanziamo con una parte dei nostri stipendi da parlamentari. Grazie a questi crediti, 20 milioni di euro in tre anni, sono nate nuove imprese. Mancano le infrastrutture. Ho girato l’Italia in treno per fare campagna per il No e le ferrovie regionali sono in uno stato incivile.”

Alessandro Di Battista e l’uscita dall’euro: “Ecco chi sono i nemici dell’Europa”

Non ha dubbi Alessandro Di Battista, il Movimento 5 Stelle sa quale strada deve percorrere in campo europeo, ma prima deve avere accesso agli atti del Parlamento Europeo. “La rovina dell’Europa sono i tecnocrati. E sull’euro devono decidere gli italiani.” E sulle conseguenze di un’eventuale uscita dall’euro evidenzia: “Conosco bene quali sono le conseguenze dell’introduzione dell’euro, la perdita di potere d’acquisto, il calo delle retribuzioni, la riduzione della capacità di concorrenza delle imprese, il degrado sociale, la disoccupazione.”

Nuovo Governo: quale esecutivo?

A seconda del tipo di governo che prenderà forma dopo le consultazioni delle forze politiche al Quirinale, cambia il “papabile” Presidente del Consiglio, vediamo alcune ipotesi.

Governo politico di brevissima durata

Si tratterebbe di un governo di scopo di brevissima durata, giusto per attendere la pronuncia della Consulta sull’Italicum ed indire nuove elezioni. In questo caso la guida sarebbe affidata ad un esponente del PD: data l’indisponibilità di Matteo Renzi, potrebbe essere l’ex Ministro dei Beni Culturali ed esponente di punta del PD Dario Franceschini a prendersi carico della responsabilità di traghettare il paese alle elezioni, senza metter mano alla legge elettorale. Il secondo candidato per guidare un simile esecutivo potrebbe essere Paolo Gentiloni, Ministro degli Esteri uscente.

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Governo istituzionale sostenuto da tutte le forze politiche

E’ l’ipotesi più gradita al Colle, almeno secondo alcuni osservatori. Dovrebbe essere un esecutivo di alto profilo, sostenuto da tutte le forze politiche presenti in Parlamento, che si occuperebbe di scrivere e approvare una legge elettorale condivisa. Un’utopia? E’ invece forse l’ipotesi più accreditata per uscire dall’impasse in cui finirebbe il paese se si andasse al voto con una legge, l’Italicum, che non garantisce maggioranze sicure al Senato a chi dovesse aggiudicarsela alla Camera. Un governo del genere potrebbe essere guidato solo dalla seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato Pietro Grasso.

Governo tecnico di media durata

La terza e meno probabile delle ipotesi in campo è quella di un governo tecnico. Si tratterebbe di un esecutivo a questo punto di media durata, che possa affrontare anche i nodi economici e gli impegni internazionali di cui è costellato il 2017, con la prospettiva di durare fino al termine naturale della legislatura, cioè la primavera del 2018. Il candidato ideale per questo governo è Pier Carlo Padoan.

Nuovo Governo: i “papabili” premier

  • Dario Franceschini
    Già Ministro dei Beni Culturali nel Governo Renzi, Dario Franceschini è un esponente di punta del Partito Democratico. Dal 22 dicembre 1999 all’11 giugno 2001 è stato Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri nei governi D’Alema II, Amato II, mentre dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 è stato Ministro per i Rapporti con il Parlamento e il coordinamento dell’attività di governo nel governo Letta.
  • Pietro Grasso
    Ex magistrato, è diventato Presidente del Senato il 16 marzo 2013 dopo essere stato eletto nelle fila del Partito Democratico.
  • Pier Carlo Padoan
    Già Ministro dell’Economia e delle Finanze nel Governo Renzi, Padoan è stato Direttore esecutivo per l’Italia del Fondo Monetario Internazionale dal 2001 al 2005, vice segretario generale dell’OCSE il 1º giugno 2007, quindi capo economista per la stessa organizzazione da 1º dicembre 2009.
  • Paolo Gentiloni
    Già Ministro degli Esteri del Governo uscente, è considerato un “Renziano” di ferro.

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