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Governo Conte bis programma: la bozza di lavoro condivisa M5S-PD

A margine della votazione sulla piattaforma Rousseau, ancora in corso fino alle 18 di oggi martedì 3 settembre 2019, c’è il dibattito sul programma dell’ormai nascituro governo Conte bis. I militanti pentastellati hanno potuto visionare, al momento di esprimere il proprio voto, la bozza di lavoro condivisa tra i leader M5S e Dem. Ci sono le linee essenziali, trasmesse poi al presidente incaricato Conte, il quale a sua volta le sta elaborando per trasformarle nel vero programma.

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Economia

Nella bozza emergono subito le decisioni più urgenti che il neo-governo dovrà prendere in campo economico. Nel primo paragrafo della bozza, in riferimento alla legge di stabilità che sarà impostata tra qualche settimana, si parla di: neutralizzazione dell’aumento dell’IVA (era già prevista nel contratto di governo Lega-M5S); sostegno alle famiglie che hanno disabili in casa; rilancio e potenziamento delle politiche abitative; deburocratizzazione; maggiori risorse per scuola, università e welfare.

Come è facile intuire, fin qui si sono menzionati solo capitoli di spesa. Ma si va avanti di questo passo anche nel secondo paragrafo dedicato all’economia, dove si annunciano: la riduzione delle tasse sul lavoro; l’introduzione del salario minimo; l’approvazione di nuove norme sulla rappresentanza sindacale; l’individuazione di un giusto compenso anche per i lavoratori non dipendenti; un piano per la prevenzione degli infortuni sul lavoro; una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni. C’è poi un’enunciazione molto generica che parla di “investire sulle nuove generazioni”, evidentemente anche qui mettendo risorse su provvedimenti specifici a vantaggio dei più giovani.

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Diritti e disuguaglianze

Il quarto paragrafo della bozza programmatica M5S-PD menziona i diritti e indica al nascituro governo Conte bis la necessità di provvedimenti che proteggano di più le persone e che rimuovano la disuguaglianze. Si citano nuovamente le famiglie con disabilità e bisognose: servono provvedimenti per aiutarle.

Ambiente e territorio

Al punto cinque compare l’ambiente: si parla esplicitamente di un green new deal che contribuisca ad un grande cambiamento culturale sulle tematiche ambientali nel nostro paese. “Tutti i piani d’investimento pubblico dovranno avere al centro la protezione dell’ambiente, il ricorso a fonti rinnovabili, la protezione della biodiversità e dei mari”, afferma testualmente il documento. Nel paragrafo successivo si affronta il tema del dissesto idrogeologico, anche qui con un’enunciazione piuttosto generica riguardo la necessità di combatterlo. Altra affermazione importante, anche se già contenuta nel programma del primo governo Conte, l’accelerazione della ricostruzione nelle zone terremotate del Centro Italia.

Ricerca e infrastrutture

Se ne parla in modo molto vago. “Occorre potenziare il sistema della ricerca – si legge nel testo della bozza di programma – favorendo un più intenso coordinamento tra centri universitari ed enti di ricerca, nel segno dell’internazionalizzazione”. Anche riguardo le infrastrutture si parla in modo generico di investimenti per ammodernarle e potenziarle.

Europa

E’ importante il passaggio in cui si parla del rapporto con la nuova Commissione a cui il governo dovrà chiedere di rilanciare “investimenti e margini di flessibilità per realizzare la coesione sociale, promuovendo modifiche necessarie a superare l’eccessiva rigidità dei vincoli europei in materia di politiche di bilancio pubblico”. Un passaggio, questo, che deve aver comportato qualche rospo da ingoiare per Zingaretti e compagni, anche se si conclude con l’auspicio di “un’Europa più solidale, più inclusiva, soprattutto più vicina ai cittadini”.

Istituzioni

Il punto fondamentale di questo passaggio riguarda la riduzione del numero dei parlamentari. Si parla poi di una legge sul conflitto d’interessi e della necessità di riformare la giustizia (civile, penale e tributaria) per renderla più rapida. Si parla anche della riforma del metodo di elezione del Consiglio superiore della Magistratura, l’organo di autogoverno dei giudici. Nei punti successivi si parla di lotta alle mafie, lotta all’evasione e riforma fiscale, ma ancora una volta con enunciazioni molto generiche.

Immigrazione

Il capitolo immigrazione, molto delicato se è vero che il governo giallo-rosso vuole rappresentare un deciso cambio di rotta rispetto al precedente esecutivo, parla di promuovere “una forte risposta europea al problema della gestione dei flussi migratori” anche attraverso la definizione di una normativa che persegua (davvero) il traffico di esseri umani, l’immigrazione clandestina ma al tempo stesso “affronti il problema dell’integrazione”.

Si parla poi di tutela dei consumatori e dei risparmiatori, di beni comuni come scuola e acqua, ancora una volta con enunciazioni molto generiche ma che costituiscono una base programmatica decisamente orientata nel campo dl centro-sinistra. C’è aria di socialismo riformista soprattutto quando si ribadisce la necessità di concentrarsi sull’equità fiscale e sui modelli redistributivi e quando si afferma di voler garantire al massimo la partecipazione democratica, l’accesso all’informazione ed alla trasformazione tecnologica (cittadinanza digitale). >> Tutte le notizie di politica  

Written by Andrea Monaci

48 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it, ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto tra gli altri per il "Lavoro e Carriere" e "Il Secolo XIX". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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