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Governo Conte, il premier accetta l’incarico con riserva: le parole dopo l’incontro con Mattarella

Dopo circa un’ora dalla convocazione di Giuseppe Conte presso il Quirinale, attesa per le 9.30 di questa mattina, giovedì 29 agosto 2019, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito al premier l’incarico per il secondo mandato, nell’ottica di un governo appoggiato da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. Nell’attesa trepidante fuori dalle porte dell’ufficio del Capo dello Stato, il segretario generale della presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti, annuncia così la fine dell’incontro: “Il presidente della Repubblica ha ricevuto oggi alle 9:30 al palazzo del Quirinale il professor Giuseppe Conte al quale ha conferito l’incarico di formare il governo, Conte si è riservato di accettare”.

Governo Conte, le parole del premier dopo l’incarico

Passano un po’ di minuti dall’annuncio del nuovo incarico ed ecco uscire Giuseppe Conte per il discorso di rito in presenza della stampa. Accettato con riserva il mandato, Conte ha subito espresso quelle che sono le intenzioni del nuovo esecutivo: “Realizzerò un governo nel segno della novità”, ha affermato il premier, specificando “Non sarà un governo ‘contro’ ma un governo per il bene dei cittadini e per modernizzare il Paese”. Annunciando sin da subito le consultazioni con i gruppi, Conte ha proseguito: “Siamo agli albori di una nuova legislatura Ue e dobbiamo recuperare il tempo perduto per consentire all’Italia il ruolo da protagonista che merita”, e ha sottolineato: “Il Paese ha l’esigenza di procedere speditamente”.

“Ringrazio le forze politiche che hanno espresso il sostegno”

“All’esito del confronto – ha affermato Giuseppe Conte al termine dell’incontro con Mattarellami dedicherò alla stesura del programma con le forze politiche che hanno espresso il sostegno e che ringrazio”. A lui, adesso, il compito di formare la squadra di governo e di risolvere le questioni ancora incerte sul tavolo delle trattative. Il ruolo di Di Maio, la scelta dei ministri, sarà tutto da mettere a punto nei prossimi giorni, forse entro lunedì. Ma il Quirinale potrebbe concedere anche un’intera settimana per le dovute consultazioni e per poter sciogliere eventualmente la riserva.

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