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Governo Conte riforme, abolizione vitalizi: l’annuncio di un raggiante Di Maio

Tra le riforme più importanti che saranno apportate dal Governo Conte, con una maggioranza a tinte gialloverdi (ovvero Lega – Movimento 5 Stelle), non si può non citare l’abolizione dei vitalizi dei parlamentari. “Via i vitalizi. La delibera è già pronta ed è sul tavolo del presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico”. “Lo abbiamo promesso in campagna elettorale e lo faremo subito togliendo i privilegi agli ex parlamentari – ha aggiunto il vice premier – Poi loro facciano tutti i ricorsi che vogliono ma il provvedimento verrà fatto e Fico ci lavora già da due mesi”.

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Abolizione dei vitalizi parlamentari: quale riforma del Governo Conte?

Nel 2012 la riforma ha trasformato il vitalizio in una pensione, dunque percepita al compimento del 65esimo anno di età, quindi calcolata con metodo contributivo (pro rata). Analogamente a quanto avvenne con la riforma Dini delle normali pensioni nel 1995, il pregresso venne fatto salvo, sulla base di alcune sentenze della Corte Costituzionale per le quali i diritti acquisiti sono intangibili. Il che significa che gli assegni degli ex parlamentari non sono stati toccati e che la parte della futura pensione dei parlamentari in carica maturata fino al 2012, viene calcolata col vecchio metodo. Il piano di M5s è trasformare in pensioni calcolate con metodo contributivo sia i vitalizi degli ex parlamentari, sia la parte maturata fino al 2012 dai parlamentari attualmente in carica. Il che comporterebbe un taglio agli assegni con un risparmio per le casse di Camera e Senato.

giuramento governo conte

Abolizione vitalizi Parlamentari: “È incostituzionale”

Secondo Falomi, dunque, un ricalcolo retroattivo sarebbe incostituzionale perché viola il principio di affidamento, tanto è vero che la retroattività è stata esclusa in tutte le riforme delle pensioni, ed anche in quella dei vitalizi dei parlamentari del 2012. In tal senso, ha spiegato Falomi, “abbiamo, innanzitutto, contestato l’idea che si possa giustificare una delibera degli Uffici di Presidenza per evitare il giudizio di illegittimità della Corte Costituzionale”. “Una idea balzana” – riporta l’Ansa – ha detto Falomi, che conferma la consapevolezza da parte di M5s che il ricalcolo è incostituzionale. “Se si fosse sinceramente convinti che il ricalcolo retroattivo sia una misura costituzionalmente corretta, non si capisce perché si ha così tanta paura del giudizio della Corte Costituzionale da tentare ogni strada per aggirarlo”.Lista ministri governo Conte

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