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Governo news, Di Maio e Salvini celebrano la “vittoria” sulla Manovra 2019: ma è davvero così?

“Aver evitato la procedura d’infrazione è la vittoria del Buonsenso per il bene dei cittadini italiani”. Inizia così il post su Instagram con cui Matteo Salvini ha commentato pochi minuti fa la “vittoria” del governo gialloverde sulla manovra 2019. Scongiurata (per ora) la procedura d’infrazione, Lega e Movimento 5 Stelle si affrettano ad autocelebrarsi, in un piano che pare perfettamente coordinato nel mettere al centro di questo presunto successo il premier Giuseppe Conte. “Un plauso – scrive infatti Salvini – al presidente Giuseppe Conte che ha portato avanti la trattativa con Bruxelles con competenza, serietà e fermezza”. Poi prima dell’immancabile “#primaglitaliani”, Salvini ribadisce l’impegno del governo a rispettare quanto concordato nel contratto che ha dato vita all’esecutivo gialloverde: “Le misure che abbiamo promesso – scrive – le faremo nei modi e nei tempi previsti, dallo smantellamento della legge Fornero al reddito di cittadinanza, fino al taglio delle tasse per Partite Iva, commercianti, professionisti e piccole imprese. Ora avanti tutta con la manovra: soddisfatti dei risultati raggiunti che diventeranno soldi veri da gennaio, per aiutare milioni di italiani”.

Non è da meno Luigi Di Maio che proprio negli stessi minuti scrive sui social a proposito della risoluzione della crisi con la Ue sulla manovra: “A Giuseppe Conte va il mio plauso per lo straordinario lavoro e il risultato portato a casa in Europa sulla manovra economica, nel solo ed esclusivo interesse dei cittadini italiani. Il Presidente del Consiglio con coraggio e competenza è riuscito ad avere successo in un negoziato delicato con la Commissione europea senza mai indietreggiare e senza tradire gli italiani. Anzi, portando avanti il dialogo con determinazione e a testa alta, scongiurando una procedura di infrazione che sarebbe stata, nei contenuti, davvero inaccettabile per il nostro Paese.
Le misure qualificanti della manovra economica e le platee di riferimento rimangono invariate e confermate al 100%. Reddito di cittadinanza e quota 100 partiranno nei tempi previsti. Questo risultato lo dobbiamo al Presidente Conte, persona leale e determinata che non ha mai fatto pressioni sulle forze di maggioranza per cedere sulle misure ma, al contrario, ha fatto valere in tutti i contesti le ragioni del governo e degli italiani. A lui oggi va la mia gratitudine e un sentito “Grazie Presidente!”.

Governo news, Di Maio e Salvini celebrano la "vittoria" sulla Manovra 2019: ma è davvero così?

Quello che si chiedono gli italiani in questo momento è però se sia davvero scampato il pericolo, semplicemente avendo evitato (per il momento perché in realtà c’è tempo fino a febbraio 2019) la procedura d’infrazione Ue. I dubbi sono molti, a partire da quel 2,04% di rapporto deficit/Pil che appare molto difficile da rispettare senza tagli consistenti o misure per reperire nuove risorse. Si parla di almeno 10 miliardi da recuperare, necessari per evitare che quel dato venga smentito dalla realtà dei fatti. Non a caso, pur avendo scelto di evitare la procedura d’infrazione, la stessa Ue rimarca le sue perplessità sulla manovra italiana. Il vicepresidente della Commissione Ue responsabile per l’euro, Valdis Dombrovskis, ha detto che «La soluzione sul tavolo non è ideale, non dà una soluzione a lungo termine per i problemi economici italiani. Ci consente di evitare per ora di aprire una procedura per debito, posto che le misure negoziate siano attuate pienamente». Già, posto che questi numeri corrispondano alla realtà perché la manovra 2019 deve ancora affrontare il passaggio alla Camera e al Senato. «Se qualcosa va male – ha aggiunto Dombrovskis – possiamo tornare sulla questione a gennaio, la scadenza per l’Ecofin per decidere sulla procedura è sempre febbraio. Su questo siamo stati molto chiari nella risposta all’Italia». Paese avvisato, paese mezzo salvato? Vedremo.

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Written by Andrea Monaci

48 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it, ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto tra gli altri per il "Lavoro e Carriere" e "Il Secolo XIX". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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