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Governo news: Di Maio vuole una manovra da 28 miliardi, 10 per il reddito di cittadinanza

Un manovra da 28 miliardi di cui 10 per il reddito di cittadinanza. E’ la richiesta di Luigi Di Maio e del Movimento 5 Stelle al Ministro del tesoro Giovanni Tria. Dopo il nulla di fatto del vertice di governo di lunedì il leader pentastellato ha bisogno di rassicurare il movimento dentro cui non è più possibile nascondere il malcontento. E per evitare che la fronda cresca, Di Maio spinge sui cavalli di battaglia del programma M5S, a partire da quel reddito di cittadinanza per cui servono subito 10 miliardi. Ma il Ministro del tesoro è disposto ad accettare una manovra che porti il rapporto deficit/Pil al 2,5%?

Dalle dichiarazioni rese da Tria nelle ultime settimane sembrerebbe proprio di no. La tensione potrebbe crescere a tal punto da indurre il titolare del Tesoro a fare un passo indietro, ma Di Maio si è affrettato a dire che «non c’è nessuna richiesta di dimissioni, che il ministro non è a rischio ma che deve tenere conto delle richieste, che sono parte del programma e che hanno ricevuto il sostegno di 11 milioni di italiani». Insomma, Di Maio non tira troppo la corda per non fare il gioco degli speculatori, eppure spinge perché Tria trovi le risorse per i provvedimenti cardine del programma pentastellato. Ci sono anche altre misure di “tutela” da sempre cavalli di battaglia del Movimento, come il fondo per i risparmiatori truffati o i tagli agli sprechi. Sui tagli agli sprechi non si parla solo di scorte o affitti agevolati, l’M5S vorrebbe tagliare risorse alle regioni che non ridurranno i vitalizi degli ex consiglieri.

Fino a venerdì 21 Di Maio è in visita ufficiale in Cina, dove cercherà di portare a casa accordi proficui per l’industria italiana. Al suo rientro si terrà sicuramente un nuovo vertice e il braccio di ferro con Tria riprenderà. Già perché a Di Maio non è andata proprio giù la proposta di Tria di rifinanziare il reddito d’inclusione voluto da Matteo Renzi, aumentando il budget di un miliardo. «Far sentire la voce di un partito che ha raccolto il 32% dei consensi non è una forzatura» fanno sapere i pentastellati. La battaglia è appena cominciata, ne vedremo delle belle.

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Written by Andrea Monaci

48 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it, ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto tra gli altri per il "Lavoro e Carriere" e "Il Secolo XIX". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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