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Governo news: il retroscena che vede Conte mediatore ad oltranza tra M5S e Lega

Un interessante retroscena pubblicato questa mattina dal Corriere della Sera consacra la figura di mediatore del premier Giuseppe Conte. L’autunno del governo gialloverde si preannuncia tempestoso, con tutti i nodi da affrontare su cui manca accordo tra Lega e M5S. E non si tratta dei soli nodi economici, la questione migranti ad esempio pesa sulla stabilità del M5S con Di Maio che sarà costretto – pena una spaccatura interna – ad ascoltare anche il presidente della Camera Fico. «Io sto avendo l’opportunità e la fortuna di servire il Paese da presidente del Consiglio. Ma questo è il mio unico giro. Poi non cercherò candidature o altro, tornerò serenamente al mio lavoro». Questo avrebbe detto Conte, “avvertendo” gli alleati di governo di non fare calcoli cinici sul futuro a breve termine.

Conte ha lanciato il suo ultimatum? No, non pensiamo sia così. Quello di Conte, come spiega bene Tommaso Labate, è “un semaforo giallo, volto a tentare di frenare le fughe in avanti dei due pezzi di maggioranza che sui dossier più delicati — dalle autostrade alle pensioni, dall’immigrazione alle relazioni internazionale — stanno dimostrando la loro plastica difficoltà a marciare uniti”. Ok, ma lo ascolteranno? Se Salvini e Di Maio come crediamo hanno tutto in mente tranne una crisi di governo a soli tre mesi dalle elezione che consegnerebbe l’Italia ad un nuovo governo tecnico, no. Così farebbero il gioco degli speculatori, che scommettono sulla crisi del debito italiano, considerata possibile anche dagli analisti più seri. Insomma, Salvini e Di Maio sono costretti a trovare una sintesi, pena un fragoroso fallimento da cui difficilmente si salverebbero.

Questo lo sa in particolare il Movimento 5 Stelle. E proprio dai pentastellati si alzano voci di “warning” nei confronti di un Di Maio troppo spesso oscurato dalla personalità di Salvini. I due mostrano grande accordo personale, ma fino a quando potrà durare? Per molto poco ancora. «Fino a oggi, ciascuno ha fatto il proprio gioco davanti all’elettorato, spesso superando i limiti del contratto di governo. Cosa cambia? Diciamo che per Conte, dalla prossima settimana, a sorvegliare sul rispetto dei paletti dovrà intervenire una specie di Var», racconta un ministro (con la promessa dell’anonimato) al Corriere.

Ok, Conte potrà anche sorvegliare, ma qui la questione è un’altra: Lega e Movimento 5 Stelle riusciranno a trovare una sintesi sui nodi più importanti del programma di governo che li vedono al momento ancora distanti? Il premier, secondo alcune indiscrezioni, ripone molta fiducia nel Comitato di conciliazione previsto dal contratto di governo. L’obiettivo, per Conte, è ristabilire i confini del ruolo di “arbitro” che gli è stato assegnato al momento della nascita dell’esecutivo, soprattutto per quando si aprirà la partita della legge di Stabilità. Che il mite professore foggiano sia più leader di quanto tutti hanno immaginato finora?

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Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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