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Governo news, manovra 2018: Conte media ma restano le divisioni tra Salvini e Di Maio

Matteo Salvini punta sulla pace fiscale per finanziare le altre misure economiche, dalla revisione delle aliquote fiscali alla riforma delle pensioni. Luigi Di Maio punta su taglio degli “sprechi e dei rami secchi” per finanziare reddito di cittadinanza e pensioni minime a 780 euro. Posizioni inconciliabili? Non sono bastate tre ore di faccia a faccia tra il presidente del consiglio Giuseppe Conte, i due vicepremier Salvini e Di Maio, il Ministro dell’economia Giovanni Tria e degli affari europei Savona per arrivare ad un accordo. «Il vertice – ha detto Conte – si è svolto in totale armonia ed è emerso l’obiettivo condiviso di provvedere ad una profonda revisione della spesa, volta a massimizzarne l’efficienza attraverso il taglio degli sprechi». E questo era chiaro a tutti, ma nulla invece è trapelato sulle questioni principali, a partire dal rapporto deficit/Pil programmato per il 2019: «Sarà l’ultima cosa che saprete», aveva detto lo stesso Conte ai giornalisti prima del vertice.

«Rispetteremo gli impegni con gli italiani su tasse, pensioni, reddito di cittadinanza e maggiori posti di lavoro. Gli esperti sono al lavoro per recuperare sprechi ma soprattutto per assicurare riforme coraggiose», ha detto Matteo Salvini dopo il vertice. Parole che non contrastano con quelle di Luigi Di Maio che ha detto di volere scelte coraggiose: «La mia posizione è ferma: vanno tagliati tutti gli sprechi, tutti i rami secchi». Ma i due alleati di governo lavorano per un rapporto deficit/Pil attorno al 2% che permetta di “spendere” per le misure promesse: dalla prima fase della riforma fiscale all’aumento delle pensioni minime, dal reddito di cittadinanza alla revisione di alcuni ticket sanitari come annunciato dal Ministro della Salute Giulia Grillo. Sulla risoluzione del contenzioso fiscale, invece, il duello è soprattutto di parole. Mentre Salvini ha sempre parlato di pace fiscale, Di Maio usa la parola condono per dire che non lo voterà. «Non sto dicendo che la Lega voglia fare questo – ha aggiunto per chiarezza – però, per quelli che sono i nostri valori, deve essere ben chiaro».

Insomma, per ora di chiaro c’è ben poco. Se non la posizione del Ministro dell’economia Giovanni Tria che non pare disposto a trattare sul rispetto dei parametri Ue con un obiettivo di deficit per il prossimo anno all’1,6%. E come ci si possa arrivare inserendo nella manovra anche la solo prima fase della flat tax, il reddito di cittadinanza, la riforma delle pensioni e il blocco dell’aumento dell’IVA è ancor più difficile capirlo.

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Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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