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Governo news, Paragone (M5S): «Fiducioso su manovra. Conti in ordine? Boccia pensi a quelli del Sole 24Ore»

Si dice fiducioso sull’azione del governo Conte e poi sulla manovra attacca il presidente di Confindustria Boccia. Sono solo un paio dei passaggi della lunga intervista rilasciata da Gianluigi Paragone, giornalista e neo-senatore del Movimento 5 Stelle, a Radio Cusano Campus. Sulle prospettive del governo giallo verde l’ex volto televisivo di La7 ha detto: «Fiducioso lo devo essere perché mi accorgo che c’è una grande aspettativa nel Paese, soprattutto in quei ceti fortemente toccati dalla crisi. Ci si aspetta un cambiamento sul lavoro, sui diritti fondamentali».

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Poi l’attacco a quelli che definisce “poteri” al di fuori della politica e al presidente di Confindustria Boccia. «C’è un potere – ha detto Paragone – che ancora oggi non si rassegna al fatto che ci sono persone nuove che loro non conoscono, che si sono messe in testa l’idea di partire dal basso. Guardate l’attacco di Confindustria al decreto dignità, è un attacco che viene da una confederazione che evidentemente ha paura del cambiamento. Quando sento il presidente di Confindustria Boccia dire che bisogna tenere i conti in ordine, vorrei dirgli: tu sei lo stesso che non è riuscito a controllare nemmeno i conti de Il sole 24 ore?».

Poi attacca una categoria precisa di imprenditori, quelli che hanno fatto fortuna con le concessioni e si sono dimenticati il rischio d’impresa. «La Confindustria – ha detto il senatore pentastellato – che dal Veneto fa partire il canto di dolore, la protesta contro il governo, ha dentro il signor Zoppas che forse ha delle responsabilità quantomeno relazione rispetto a Consoli di Banca Veneto. Quando io dico Zoppas vi vengono in mente gli elettrodomestici, invece non fa questo, fa acque minerali. Ormai il business di uno come Zoppas è Acqua San Benedetto, siamo dentro ancora alle concessioni. Dismettono la parte imprenditoriale dove c’è il rischio d’impresa e poi si fanno forti di questa politica imprenditoriale che si regge sulle concessioni con rischio pari a zero. Ogni tanto a questi imprenditori bisogna ricordare la loro carta d’identità, chi sei signor Zoppas e cosa hai fatto prima? Quando sono venute giù le banche venete, tu Zoppas hai preso o no dei prestiti a condizioni di vantaggio? Te ne sei andato via prima sì o no? E’ vero o no che sei tra i multati da Banca d’Italia. Ci sono tutta una serie di relazioni per cui tu capisci che hanno paura del cambiamento. Dicono che la politica del governo è para marxista? E’ la classica cretinata che sparano per difendersi. I più marxisti sono loro che ormai si sono dimenticati del rischio d’impresa, fanno pagare il rischio ai cittadini». 

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