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Governo news, Salvini: «Così non si lavora». Venti di crisi tra Lega e Movimento 5 Stelle

«Così non si lavora». E’ categorico Matteo Salvini nel definire il clima che vive l’alleanza di governo in queste ore. Ieri si è rischiata davvero la rottura quando due ministri oltre a Salvini stavano per abbandonare il consiglio dei ministri in cui si sarebbe dovuto votare un documento mai discusso in precedenza, a “scatola chiusa”. Il tema è quello della ricostruzione del ponte Morandi crollato a Genova. Il premier Conte non voleva arrivare a mani vuote nel primo anniversario, ad un mese esatto dalla tragedia. Il decreto avrebbe dovuto dare il là alla ricostruzione, nominando anche il commissario.

Ma senza accordo preventivo Salvini e tutta la delegazione leghista hanno deciso di non votare alcunché. Secondo alcuni retroscena, è stato forte anche l’imbarazzo dei ministri Tria e Moavero. In particolare Tria avrebbe contestato il fatto di non aver potuto analizzare gli aspetti tecnici del decreto. Alla fine Salvini ha vestito gli insoliti panni del mediatore, per non far precipitare la situazione e l’approvazione del documento è solo rinviata. Tuttavia, la forzatura del Movimento 5 Stelle ha creato forti tensioni all’interno della maggioranza. Non solo non c’è accordo sul nome del commissario alla ricostruzione, quindi, ma c’è completo disaccordo sul metodo. A sottolineare la distanza di vedute sull’argomento è stato anche il sottosegretario alla presidenza del consiglio Giorgetti, anche lui critico su metodo e contenuti. Alla fine Salvini ha detto  «Noi abbiamo già portato pazienza sul decreto corruzione. Ma ora basta». Basta con gli annunci e la grancassa del movimento per arrivare poi in consiglio dei ministri “a cose fatte”. La Lega non ci sta e a Toninelli che rivendicava di aver lavorato tutta la notte sul testo del decreto Salvini ha risposto: «Prima si prepara un provvedimento e si trova tra noi un accordo, e dopo viene il resto. Così non si lavora». Insomma, altro che contratto di governo.

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Del resto, la convivenza tra le due anime della maggioranza appare giorno dopo giorno sempre più problematica. Di Maio deve aver dato un’occhiata approfondita ai sondaggi elettorali ed ecco il cambio di strategia. Basta farsi rubare la scena dal Ministro degli Interni e dalle sue decisioni fuori dalle sedi istituzionali. Ecco quindi l’accelerazione sulla ricostruzione del ponte a Genova, su cui il Movimento 5 Stelle si gioca molta della credibilità attuale e futura. Sono stati infatti proprio i Pentastellati a legare strettamente la ricostruzione del ponte crollato alla questione della concessione ad Autostrade. Ora l’opinione pubblica ma prima di tutti i cittadini di Genova attendono una conferma alle molte parole spese e soprattutto tempi certi. Sì, perché alla fine gli sfollati, nonostante l’impegno del Commissario all’emergenza Toti, sono ancora lì. Ma questa accelerazione si è scontrata con la fermezza della Lega sul non voler votare alcun provvedimento a scatola chiusa. Insomma, Lega e M5S sono ai ferri corti e prende quota l’ipotesi di una crisi di governo entro fine anno, per andare a nuove elezioni poliiche nella primavera del 2019, insieme alle Europee. Scenario che i Pentastellati vogliono evitare ad ogni costo.

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Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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