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Gran Bretagna: iscrizioni a scuola per “italiani”, “italiani-siciliani” e “italiani-napoletani”

Ultimo aggiornamento ore 14,00: Arrivano le scuse da parte del ministero degli Esteri britannico per i moduli scolastici oggetto di polemiche in queste ore, che nel testo ‘schedavano’ gli studenti italiani in “italiani-siciliani” e “italiani-napoletani”, distinguendo la loro origine etnico-linguistica da quella degli altri italiani. A darne notizia è stato l’ambasciatore d’Italia a Londra, Pasquale Terracciano, il quale ha precisato di aver ricevuto “una telefonata” che anticipava un “messaggio formale di scuse scritte” dopo la sua nota di protesta inoltrata ieri. I moduli tanto vituperati saranno dunque corretti e riscritti senza alcun genere di discriminazione.

 

Cosa rispondereste se vi chiedessero se siete «italiani», «italiani-siciliani» o «italiani-napoletani»? Guardereste sbigottiti il vostro interlocutore, tacciandolo quantomeno di ignoranza storica (e geografica). Per non dire di peggio. La domanda è stata posta per davvero ad alcuni genitori desiderosi di iscrivere i figli nelle scuole della Gran Bretagna, come provano i moduli d’iscrizione diffusi in rete da alcune circoscrizioni scolastiche nei giorni scorsi. Moduli che sono finiti nell’occhio del ciclone, scatenando sdegno e proteste.

Ma cerchiamo di ricostruire la storia, passo dopo passo. Il Foreign Office si è fatto portavoce delle richieste avanzate da alcune scuole britanniche, che sostengono di aver agito a fini di bene. Come chiarito dall’ambasciatore d’Italia nel Regno Unito Pasquale Terracciano all’Ansa, “Si tratta di iniziative locali motivate probabilmente dall’intenzione d’identificare inesistenti esigenze linguistiche particolari”. Aggiungendo però che di “di buone intenzioni è lastricata la strada dell’inferno”, specie quando diventano “involontariamente discriminatorie, oltre che offensive per i meridionali”.

Intanto il ministero dell’Istruzione ha sollecitato un intervento da parte dall’Ambasciata, che a sua volta ha fatto presente al Foreign Office – non senza un pizzico di sarcasmo – che l’Italia è unita dal 17 marzo 1861, con la richiesta di rimuovere immediatamente questa ipotetica caratterizzazione pseudo-etnica, che nulla ha a che vedere con i dialetti italiani. L’ufficio, da parte sua, ha promesso di rimuovere prontamente ogni possibile traccia di offesa.

In apertura: foto di stux/Pixabay.com

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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