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Grande Fratello: tutto quello che avreste voluto sapere!

Sia ben chiaro: non mi sono dimenticata del nostro corso accelerato “venusiano-marziano: come capire noi donne in pochi step”. Quello che le donne non dicono, per l’esattezza, torna puntuale come un orologio svizzero lunedì prossimo. Oggi, però, non potevo non rendervi partecipi di questa mia riflessione estemporanea nata casualmente uscendo dal mio solito supermercato di fiducia. Sarà che domani torno a trovare Barbara a Pomeriggio 5 intorno alle 18, sarà che sto seguendo il Gf in generale per tenermi “sul pezzo” e poter commentare di volta in volta… Sarà quel che sarà, ma ho voglia di raccontarvi il reality più spiato d’Italia da dietro le quinte, come l’ho vissuto io.

E’ andata così, grosso modo:

Amore, guarda chi c’è! Grande Franci, abbiamo tifato per te!” – una coppia oggi al supermercato. Mi scocciava troppo spiazzarli affermando che il mio nome, in realtà, è Margherita. Due foto di rito, baci e abbracci e… Una sfilza di domande che inesorabilmente mi trovo a dover fronteggiare da cinque anni a questa parte:

  • “E’ tutto vero quello che succede lì dentro? Perché piangete e litigate sempre?” – Beh, prova tu a stare con altri 19 sconosciuti in un appartamento, con 1 solo w.c. a disposizione (se scappa a te e ad almeno un’altra persona che fai: pari – dispari?) , a dormire in una stanza senza finestre, ad avere un faro in faccia e musica a palla come sveglia, luci perennemente accese, tot confessionali al giorno, privacy zero, contatto con parenti e amici del tutto assente, sigarette contatissime, assenza di orologio… Anche un santo andrebbe fuori di testa: figuratevi noi comuni mortali dopo mezzo anno!
  • “Avete un copione da seguire?” Mio padre ci ha sperato fino all’ultimo… Ad ogni modo, no!
  • “Quante sigarette potevate fumare dentro nella Casa?” – Sette al giorno (le giornate – credetemi – erano davvero infinite). Inevitabili i furti del caso, i nervosismi acuti e i baratti stile Medioevo: “una sigaretta per tre mele”!
  • “Cosa ti mancava di più quando stavi dentro?” – l’indipendenza nelle piccole cose e nei gesti quotidiani. Avrei avuto voglia di spegnere la luce, non puntare la sveglia, girare nuda per casa, bermi un bicchiere di vino (gli alcolici venivano serviti solo nelle grandi occasioni), fare una delle tante chiamate infinite con la mia mami, leggermi un libro, farmi una cenetta con le mie migliori amiche, piazzarmi sul divano struccata e stravolta guardando una puntata di Sex and the City, divorarmi film nelle giornate storte… Non c’è niente da fare, amici: tendiamo a dare per scontato tutto, dagli affetti più cari alla libertà in ogni singolo gesto che quotidianamente affrontiamo. Poi improvvisamente ci vengono tolti e… Et voilà: impazziamo! E’ stato anche il bello di questo reality: farmi apprezzare tutto ciò che inconsapevolmente ho e routinariamente faccio. Un po’ come quando incontriamo il nostro ex storico mano nella mano – felice! – con un’altra donna: improvvisamente ci manca come l’aria. Eppure fino al giorno prima pensavamo ad un altro…
  • “Le storie d’amore son tutte finte?” – anche questo rientrava nel “pacchetto-speranze” di mio padre. Partite dal presupposto che l’ormone regna sovrano! Dopo tre-quattro settimane di reclusione stile animale in cattività chiunque potrebbe diventare oggetto dei vostri desideri! Talvolta, nella Casa, nasce anche l’amore vero ma… la persona che avete trovato sotto i riflettori non è detto sia la stessa che vi aspetta fuori dalla Porta Rossa!
  • “Lo rifaresti?” – Sì, immediatamente (potessi tornare indietro nel tempo). Una seconda volta, adesso, no. Quella del Grande Fratello è un’esperienza unica, irripetibile e come tale spontanea in tutta la sua essenza. Ripeterla significherebbe essere già a conoscenza di certe dinamiche di gioco che sporcherebbero la naturalezza dello spirito dell’inquilino-potenziale giocatore.

Mi porto nel cuore risate indimenticabili, chiacchiere di conforto nel Confessionale, la sensazione indescrivibile di essere perennemente osservati, gli imprevisti del programma, il sapersi reinventare escogitando ogni giorno giochi nuovi, la voglia di scoprirsi, lo spirito di squadra in contrapposizione a quello da giocatore, il potere di due mani che si incontrano e smuovono le budella, gli sguardi di complicità, l’adrenalina della diretta, la paura delle nomination (non tanto per l’ansia di perdere il gioco quanto di abbandonare una “comunità” tutta nostra), il senso di famiglia, le emozioni a cuore aperto…

Scusatemi, attacchi di nostalgia! Ora però devo proprio scappare!” concludo.

Lei e lui, mano nella mano, mi salutano dalla macchina: “Grande Franci, sei mitica!”.

Margherita. Mi chiamo Margherita… ;)

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