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Grande Fratello Vip, non solo Clemente Russo anche Alfonso Signorini nella bufera: ecco il motivo

E’ bufera sul Grande Fratello Vip: il reality Mediaset non fa altro che raccogliere polemiche da quindici giorni. Uno dei personaggi più discussi è stato Clemente Russo, prima per l’appellativo poco carino nei confronti di Bosco e poi per le parole usate nei confronti di Simona Ventura. Le scuse sembra non siano bastate e adesso il pugile campione olimpionico dovrà cercare di convincere l’Arma. Non solo Clemente Russo, anche l’opinionista e direttore di Chi Alfonso Signorini è stato circondato dalle critiche.

L’accusa infatti arriva dal sindaco di Eboli, in seguito alla frase in puntata dell’opinionista del GFVip: “Guardando allo spaccato di questa casa ci sembra di assistere ad una Italia ferma ad Eboli, un’Italia arretrata.” Secondo quanto riferito da Il Giornale, il sindaco Massimo Cariello avrebbe scritto una lettera alla produzione, dichiarando: “Cristo si è fermato ad Eboli“: “Se anche volessimo assumere quale criterio di formazione di quella frase il capolavoro di Carlo Levi, voglio ricordare, sempre ad Alfonso Signorini, che il romanzo-cronaca di Levi indicava proprio Eboli quale “avamposto della civiltà”, non quale riferimento di arretratezza. Uno scivolone, quello dell’opinionista di Canale 5, arrivato proprio nella puntata in cui erano sotto giudizio le frasi inopportune ed offensive di altri. Difendo la mia terra, la mia città e la mia comunità, quarantamila cittadini residenti che non possono sentirsi definiti figli di un’Italia arretrata. Detto questo, invito Alfonso Signorini a visitare la nostra città, ricca di storia e fermenti culturali: sarà nostro gradito ospite ed assaporerà quale livello di civiltà e vivibilità esprime Eboli da sempre”

Alfonso Signorini ha subito risposto al sindaco, scusandosi con i cittadini di Eboli: “Mi scuso con lei e con tutti gli ebolitani per una frase che ho detto, ma che non ha reso giustizia a quanto effettivamente pensavo. La mia intenzione era sia di indicare la città di Eboli quale avamposto di civiltà, sia di denunciare uno stato di arretratezza delle aree dopo Eboli in un determinato periodo storico del passato, come la letteratura e la storia ci hanno insegnato. Nessuna offesa, e non solo ad Eboli, era nelle mie intenzioni, anche perché la mia storia personale dice chiaramente quanto io sia legato al Sud. Approfitto del suo cortese invito per dirle che appena mi sarà possibile ho intenzione di visitare la sua città, che in ogni caso conosco già ed amo.”

Written by Vincenzo Mele

Nato a Napoli il 13 Agosto 1996, si è diplomato al Liceo Classico Adolfo Pansini, in Napoli. Attualmente frequenta la facoltà di Lettere moderne all'Università Federico II di Napoli. Giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei giornalisti della Campania. Si occupa di sport, tv e gossip.

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