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Gravidanza: visite e esami da fare e gratuiti

La gravidanza è certamente un processo fisiologico per la donna che non prevede interferenze obbligatorie da parte dei medici; è importante però che il percorso venga controllato dagli specialisti affinché tutto vada per il meglio sia per la mamma che per il bambino. Per questo il sistema sanitario nazionale eroga gratuitamente alcune prestazioni specialistiche e diagnostiche durante la gravidanza: qui potete trovare tutto l’elenco.

Secondo quanto consigliato dall’agenda della gravidanza proposta dal Ministero della Sanità il primo appuntamento con uno specialista dovrebbe avvenire entro 10 settimane dall’inizio gravidanza in modo tale che i futuri genitori possano essere supportati con tutte le informazioni utili su come affrontare la gravidanza; oltre ai controlli di routine, nel primo trimestre sono richiesti esami delle urine, urinocoltura, esami del sangue specifici, ecografia e pap test. Inoltre sono offerte informazioni sulle diverse possibilità di diagnosi prenatale della sindrome di Down: fra le 11 settimane e le 13 settimane e 6 giorni è possibile effettuare analisi del sangue ed ecografia con translucenza nucale mentre fra le 15 settimane e le 20 settimane sono disponibili analisi del sangue, villocentesi e amniocentesi.

Durante il secondo trimestre, oltre ai controlli di routine legati alla salute della mamma e del feto, a partire dalle 24 settimane viene misurata la distanza fondo uterino-sinfisi pubica per verificare la crescita del feto. Inoltre sono proposti esami per rosolia e toxoplasmosi come la curva da carico di glucosio (nel caso si sia a rischio diabete). E’ offerta e illustrata in questo periodo l’ecografia “morfologica” per la diagnosi di eventuali anomalie del feto da eseguire fra le 19 settimane e le 21 settimane. Infine nel terzo trimestre oltre ai controlli periodici sulla crescita del feto, sono proposti esami del sangue per toxoplasmosi e altre malattie infettive (epatite B, sifilide, HIV), il tampone per streptococco e la profilassi anti-D alle donne con fattore Rh negativo. Inoltre gli specialisti sono tenuti a informare i genitori riguardo quello che dovranno affrontare durante il parto e dopo la nascita, come relativamente all’allattamento al seno. Infine a 36 settimane si verifica che il feto sia in presentazione cefalica e non ancora podalica.

Credit Foto: Phil Jones / Shutterstock

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