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Grecia, ancora tagli al salario minimo nel 2013

Undici multinazionali, in un incontro con il Ministro dello Sviluppo Economico Kostis Chatzidakissi si sono detti disponibili ad investire sulla crescita del Paese a patto che si abbassi ulteriormente la soglia del salario minimo.

salario minimo

Si parla addirittura di 250-300 euro al mese di retribuzione per speciali contratti part time, ridotti nell’orario. La Grecia, con il suo altissimo tasso di disoccupazione, sarà costretta ad accettare l’ennesimo abbassamento di stile di vita e di prospettive.

Perché di prospettive si parla essendo la categoria dei giovani target di questa speculazione. I giovani sono i più colpiti dalla morsa della crisi economica, alla quale segue naturalmente una riduzione sostanziale dei diritti del lavoro. A proposito della ormai consacrata ‘flessibilità’ infatti, un altro punto che sta a cuore ai rappresentanti di queste grandi società è la possibilità della riduzione del tempo necessario per informare il lavoratore del suo licenziamento.

Il ragionamento è crudele, ma perfettamente conforme alle logiche di mercato: è proprio nei Paesi in ginocchio che, una volta abbattuta la fetta della spesa più significativa- quella del costo del lavoro, si può riprendere ad investire con risparmi sensibili. Le grandi aziende non dovranno più andare fino in India! Insomma, decenni di lotta democratica per condizioni di lavoro e di vita migliori spazzati via dalla crisi economica. I soldi, in questo caso, se li metteranno in tasca marchi come Barilla, Bic Vortex e Nestle.

In bella vista sugli scaffali dei supermercati nostrani ci sarà quindi anche qualche giovane sfruttato dall’altra parte dell’Adriatico. Prepariamoci quindi, che in Grecia già lo fanno: basta una pala e un po’ di buona volontà… tutti a scavare il fondo!

Written by Ezio Sandreo

Tra Torino e cintura, vive la sua vita da studente universitario, cameriere e torinista per tradizione. Appassionato di politica e attualità, è sempre attento al mondo che lo circonda e al quale prova a dare una spiegazione, scavando sempre più a fondo. La sua passione per il giornalismo lo ha portato a conoscere UrbanPost, di cui è collaboratore.

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