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Grecia, dalla crisi al default: ecco che cosa cambierebbe per Atene

Il 1° luglio è ormai vicino e per la Grecia l’ipotesi di default si fa sempre più concreta. E’ ciò che potrebbe accadere se entro mercoledì non usciranno dalle casse della Grecia gli 1,6 miliardi di euro destinati al Fondo monetario internazionale. Come descritto ne Il Sole 24 Ore, dal 1° al 30 luglio Atene potrà contare su un periodo di grazia, anche se fin dal quindicesimo giorno cominceranno i solleciti da parte di Washington per il pagamento immediato. Successivamente, sarà il Fondo monetario internazionale stesso ad inviare una nuova comunicazione sottolineando la gravità del mancato rispetto degli obblighi e sollecitando ad una rapida soluzione. Se queste comunicazioni passano senza avere riscontro da parte di Atene, a fine mese, il direttore generale del Fondo comunicherà al comitato esecutivo il ritardo del pagamento.

Da quel momento in poi, la Grecia si troverà ad affrontare le prime pesanti conseguenze. Si tratta del cross-default e del cross-acceleration. Se non avviene il pagamento al Fmi, gli altri creditori della Grecia possono esercitare il diritto di dichiarare un default. A questo punto, ci sarebbe la possibilità, per richiedere il rimborso immediato di tutti i loro prestiti, un processo noto come l’accelerazione. Dunque, molto dipenderà dal comportamento che deciderà di adottare la Bce. Per il momento, la decisione è quella di mantenere allo stesso livello la liquidità di emergenza per le banche greche ma non è detto che non potrebbe interrompere questi prestiti, innescando una evidente corsa agli sportelli bancomat da parte dei cittadini, più di quanto non stiano già facendo in queste ore. Ciò potrebbe costringere l’esecutivo ellenico a introdurre l’imposizione dei controlli sui capitali bancari.

Gli esperti economisti, comunque, si aspettano forti turbolenze sui mercati finanziari e non è esclusa la possibilità di “Grexit”, ovvero l’uscita dall’euro della Grecia. Prevedibile la richiesta iniziale da parte di Atene di aiuti umanitari agli altri paesi. I destinatari saranno sicuramente l’Unione europea ma anche Russia e Cina. Se gli esiti di queste richieste saranno negativi, l’effetto default, come già detto, potrebbe addirittura portare il governo Tsipras (che qualche giorno fa ha gridato contro all’Europa davanti al suo popolo) all’uscita inevitabile dalla zona euro. Non si esclude, quindi, che per finanziarsi, la Grecia decida di prendere in considerazione l’ipotesi di reintroduzione della moneta dracma.

Written by Giuseppe Cubello

Studente all'Università Magna Graecia di Catanzaro. Innamorato dello sport. Sogno di diventare presto giornalista pubblicista.

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