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Greenpeace chiude a Brindisi il tour “Non è un Paese per fossili”, contro i combustibili inquinanti

A Brindisi si è concluso il tour “Non è un Paese per fossili” da parte della Rainbow Warrior, la nave simbolo di Greenpeace. Il viaggio ha toccato diversi luoghi delle coste italiane, la nave ha attraccato nei siti tra i più inquinati dai combustibili fossili e sanitari. Luca Iacoboni, che ha curato questa Campagna di Greenpeace, ha dichiarato che durante il tour, le popolazioni locali sono state ascoltate e sostenute nelle loro iniziative per un’Italia più pulita e sostenibile.

Greenpeace conclusa la campagna contro i combustibili fossili

In particolare Greenpeace ha raccolto decine di migliaia di firme sulla petizione per dichiarare l’indipendenza dai combustibili fossili. L’attraversamento dell’Adriatico iniziato da Capodistria ha toccato Trieste, Venezia e Vasto, si prefissava di sensibilizzare verso l’uso di fonti di energia rinnovabili e pulite senza effetti collaterali per l’uomo e per l’ambiente.

Il tour si è concluso a Brindisi unica città d’Italia con due impianti a carbone, di cui una quella di Cerano, tra le più inquinanti d’Europa. La Campagna si è caratterizzata anche per essere entrata in azione contro le trivellazioni off shore. La missione della Rainbow Warrior continuerà nel Mar Mediterraneo per portare la voce delle popolazioni che pagano direttamente sulla propria pelle gli effetti collaterali di queste energie altamente inquinanti.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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