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Greta e Vanessa, Gentiloni nega il pagamento di un riscatto

Paolo Gentiloni, ministro degli Esteri, ha seccamente smentito la notizia per cui per Greta Ramelli e Vanessa Marzullo lo stato italiano avrebbe pagato un riscatto (si parla di 12 milioni di euro). “Solo illazioni” ha detto il ministro, ribadendo che “siamo contrari al pagamento di riscatti”. “L’Italia – ha proseguito – in tema di rapimenti si attiene a comportamenti condivisi a livello internazionale, sulla linea dei governi precedenti: è’ la linea dell’Italia”.

Viene però da chiedersi se il ministro ritiene che si possa davvero credere ad una notizia del genere. Non si hanno notizie di blitz, né di altri interventi che avrebbero potuto portare alla liberazione delle due ragazze contro la volontà di Al-Nusra, il gruppo jihadista che le teneva prigioniere. E allora cosa dovremmo pensare? Che la Farnesina sia riuscita a mettere i terroristi attorno a un tavolo e li abbia convinti a rilasciare Greta e Vanessa per fare un favore ai loro genitori? Oppure che dei jihadisti già protagonisti di rapimenti a fine ricattatorio si siano impietositi vedendo le due ragazze così provate e abbiano infine deciso di rispedirle in Lombardia?

La scelta di pagare un riscatto ad un gruppo terrorista è gravida di conseguenze e va valutata con enorme attenzione. Probabilmente non esiste neppure una soluzione univocamente giusta per situazioni come quella delle due cooperanti. Ma negare l’evidenza rende il nostro Governo più ridicolo che discutibile.

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