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Greta e Vanessa, giallo sul pagamento del riscatto: Al-Nusra smentisce di avere ricevuto denaro

È giallo sul presunto riscatto che il governo italiano avrebbe pagato ai miliziani siriani del Fronte al-Nusra che da 6 mesi tenevano in ostaggio le volontarie italiane, Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, liberate ieri. Le due ragazze sono arrivate all’aeroporto di Ciampino alle 4,00 di giovedì e già si parla del discusso pagamento di 10 milioni di dollari (l’equivalente di 12 milioni di euro) per la loro liberazione. Tuttavia al riguardo non si ha ancora nessuna certezza, conferme e smentite in merito continuano infatti a rincorrersi. Ci sarebbe un account Twitter riconducibile ai ribelli legati ad al-Qaeda, che avrebbe smentito la notizia, diffusa ieri dalla tv di Dubai al Aan, secondo cui l’Italia avrebbe pagato per la liberazione di Greta e Vanessa.

“Il motivo del loro arresto è che molti agenti dei servizi segreti occidentali entrano (in Siria, ndr) come operatori umanitari” – si legge nel tweet – “Le due ragazze sono state prese e sono state interrogate. E poi sono state rilasciate”. A scriverlo sarebbe stato Abu Khattab al-Shami, autodichiaratosi “jihadista di al-Nusra di al-Qaeda del Jihad nella terra di al-Sham”.

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