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Greta e Vanessa, loro chiedono scusa e in molti le difendono

Greta Ramelli e Vanessa Marzullo si sono scusate con i propri genitori e con l’Italia per essere state rapite in Siria. Greta ha anche detto che non tornerà mai più in Siria. Un gesto di correttezza che molti ostaggi, dalla Sgrena alle due Simone, italiani rapiti in altri contesti non hanno mai fatto.

Intanto, oltre alle moltissime critiche che il web ha rivolto alle due volontarie italiane, si levano anche voci favorevoli. Tra tutte spicca quella di Daniele Raineri, che su Il Foglio ha raccontato una Greta e una Vanessa molto diverse da come ce le siamo immaginate finora. Il giornalista si trovava si trovava a meno di 25km da loro quando vennero rapite e lui stesso rischiò di essere catturato. Il suo racconto però, diversamente dalla vulgata diffusa sui social network, non parla di due ragazze sprovvedute, ma di due volontarie molto in gamba. Le prove di questa tesi sarebbero che per liberarle si sono mosse persone locali in un raggio di 100km rispetto a dove Greta e Vanessa operavano. Insomma, le due ragazze sembra fossero effettivamente d’aiuto alla popolazione, tanto che quando vennero rapite in tanti cercarono un modo per farle rilasciare. Erano in programma anche manifestazioni pubbliche per fare pressioni sui jihadisti al fine di liberarle, ma l’intelligence italiana stoppò tutto per paura che questo mettesse in pericolo l’incolumità delle due rapite.

Forse non è proprio vero che Greta e Vanessa erano due idealiste allo sbando. È anzi probabile che sapessero relativamente ciò che stavano facendo. D’altra parte il bilancio dell’intera vicenda deve fare riflettere. 5 mesi e mezzo di prigionia e un probabile riscatto di milioni di euro versato nelle casse di un gruppo jihadista non sono un bel risultato.

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