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Guardiani della Galassia Vol. 2 recensione: 5 motivi per cui la Marvel convince ancora (FOTO)

Guardiani della Galassia Vol. 2, prova superata? Diremmo proprio di sì se saremmo coscienti del fatto che meglio del primo sarebbe stato impossibile fare. Sì, perché Guardiani della Galassia del 2014 è stato il titolo Marvel che ha rivoluzionato il modo di concepire i cine-comic. E soprattutto, l’idea che i film sui superhero anche della Marvel possano essere scanzonati e divertenti. E quando ci sediamo in poltrona al cinema per assistere al Guardiani della Galassia Vol. 2 lo facciamo con un’unica consapevolezza: non aspettarsi nulla di superiore al primo. E ci azzecchiamo: perché due ore e mezza scorrono veloci, tra battute e sketch divertenti, spesso fine a sé stesse, altre volte da far balzarti sulla sedia. Ma in definitiva no, Guardiani della Galassia Vol. 2 non resta dentro come il primo titolo. E già il terzo potrebbe essere un errore della Marvel Studios. Anche se le risate, sì, quelle meritano davvero.

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Ma andiamo ad analizzare cinque motivi per cui andare a vedere Guardiani della Galassia Vol. 2 al cinema…

  • 1. Guardiani della Galassia Vol. 2 e la colonna sonora

Il primo titolo di Guardiani della Galassia ci aveva stregato per la buona musica. E anche il secondo appuntamento cinematografico con il film Marvel non delude particolarmente le aspettative, sebbene resti uno scalino sotto. Il titolo della colonna sonora di Guardiani della Galassia Vol. 2 è The Chain dei Fleetwood Mac, un brano che parla di relazioni che stanno per sgretolarsi e che invece riprendono forza nel momento in cui riescono a ritrovare il legame che le tiene insieme. La traccia, uno dei capolavori dei Fleetwood, non a caso è l’unica mai firmata da tutti e cinque i membri del gruppo storico. Lo stesso, simbolicamente, avviene anche nella pellicola di Gunn, con il film che parte in solitaria per chiudere nel più classico esempio di coralità.

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  • 2. Guardiani della Galassia Vol. 2 e la nostalgia degli anni ’80

In Guardiani della Galassia Vol. 2 emerge e ritorna la nostalgia degli anni ’80. Si parte da una colonna sonora – non coinvolgente come la prima – fino alla scelta di utilizzare, per oltre due ore e mezza di pellicola, riferimenti a storici noti della tv americana del tempo. È anche vero, però, come il Guardiani della Galassia Vol. 2 richiami in più passaggi la nostalgia degli anni ’80 e quella chiave ironica a cui le pellicole del tempo ci hanno abituato. Un po’ come se il regista James Gunn volesse riproporre in scena i suoi ricordi infantili e fanciulleschi, l’immagine di una televisione che lo ha accompagnato nella sua socializzazione primaria.

  • 3. Guardiani della Galassia Vol. 2 e gli effetti speciali

Pienamente riusciti, senza bisogno di utilizzare la tecnologia tridimensionale. Il 3D non è utile, anzi spesso risulta essere un fastidioso ingombro. E gli effetti speciali di Guardiani della Galassia Vol. 2 sanno come farsi apprezzare. E lo fanno capire fin dalla prima scena, forse la migliore del film. Si tratta della sequenza in cui avviene la presentazione dei personaggi: i Guardiani sono alle prese in un combattimento contro un terribile mostro gelatinoso e si nota la camera in piano sequenza che gira intorno a una piattaforma circolare seguendo Baby Groot. 

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  • 4. Guardiani della Galassia Vol. 2 e i nuovi personaggi

La differenza tra Guardiani della Galassia Vol. 2 e gli altri film Marvel? Molto semplice: qui manca la coralità, o almeno essa è presente solo nella parte finale. Non c’è una squadra, ci sono dei sentimenti di fondo ma mai davvero esplicati. Ci sono anche dei nuovi ingressi nella squadra (che non vi sveliamo, sia mai facessimo spoiler) mentre vi diciamo che il nuovo punto di rottura sarà lui, Ego. Lui che farà emozionare e commuovere, proprio quando tutto sembra destinato alle più fragorose risate.

  • 5. Guardiani della Galassia Vol. 2 e l’umorismo

In definitiva in Guardiani della Galassia Vol. 2 resta un punto cardine: un umorismo molto apprezzabile, vivace e divertente. Il nuovo personaggio protagonista sembra che sia diventato Drax: è lui, interpretato da Dave Bautista,  il personaggio deputato alle gag migliori. Però la tensione e l’esaltazione del primo capitolo di Guardiani della Galassia… no, quello non c’è. È proprio latitante.

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