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Guarire le ferite croniche con il miele

A sostenerlo sono i ricercatori della Cardiff Metropolitan University (di Cardiff, United Kingdom): il miele potrebbe essere un ottimo cicatrizzante contro le lesioni determinate da batteri molto tenaci.

infezioni miele

In particolare, i ricercatori hanno scoperto l’efficacia di questo alimento nel combattere lo Streptococcus pyogenes, un batterio responsabile, in molti casi, di lesioni croniche. Durante una infezione questi batteri creano una specie di barriera (il biofilm) che impedisce agli antibiotici di penetrare e fare il loro effetto non permettendo, così, alla ferita di riemarginarsi, rendendola cronica. Il miele, invece, sarebbe in grado di distruggere questa pellicola, favorendone il processo di guarigione.

Il miele è già conosciuto per alcune proprietà germicida, grazie ad un enzima secreto dalle api durante il meccanismo di produzione, la glucosio-ossidasi, che produce perossido d’idrogeno (ovvero acqua ossigenata) e, come sappiamo, ha azione efficace azione disinfettante contro i batteri. Ma quello di Manuka (Nuova Zelanda) conterrebbe una ulteriore potente capacità antibatterica dai poteri anche cicatrizzanti, dovuta ad un principio attivo chiamato metilgliossale (o MGO o methylglyoxal).

Per questo motivo potrebbe trovare applicazioni mediche con risultati efficaci. Anche perché gli studiosi hanno verificato come il miele di Manuka sembra interagire con ben 80 tipi di batteri. La ricerca, naturalmente, è ancora agli inizi e servono ulteriori e più approfondite indagini, soprattutto per capire in maniera precisa i meccanismi che intervengono sulle infezioni croniche ad opera di questo miele.

mgo miele di manuka

Gli studiosi hanno deciso anche di sperimentare questo promettente rimedio in altre infezioni note, a causa di batteri come, ad esempio, lo Pseudomonas aeruginosa e lo Staphylococcus aureus meticillina-resistente. Finora i risultati sono stati positivi e si attendono ulteriori successi che potrebbero aprire la strada alla cura delle infezioni mediante ritrovati completamenti naturali, evitando di ricorrere agli antibiotici, che spesso determinano effetti collaterali seri su organi quali reni e fegato.

Il miele di Manuka si ricava dall’omonima pianta (Leptospermum scoparium) che cresce nelle zone della Nuova Zelanda allo stato selvatico sotto forma di arbusto o di piccolo albero. Tale rimedio era utilizzato già dalle antiche tribù Maori, oltre che per nutrirsi, per curare le ferite superficiali, le ulcere, le bruciature e le scottature.

Insomma, forse alcune assurde azioni compiute ad opera di sciamani e stregoni di primordiali tribù, hanno una valenza molto più scientifica di quel che possa sembrare!

Nato lo stesso anno in cui l'uomo sbarcò sulla Luna, l'autore ha intrapreso, all'inizio della propria adolescenza, gli studi scientifici, conseguendone la maturità verso la fine degli anni '80. Da oltre 20 anni ha incominciato a lavorare nel campo dell'ICT, senza trascurare il proprio impegno in diverse attività sociali (in Croce Rossa, presso la Mensa don Tonino Bello e come educatore in Azione Cattolica).

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