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Guerrina Piscaglia: cani molecolari fiutarono sua presenza su divano di Gratien

Padre Gratien Alabi, la cui prima udienza del processo che lo vede unico imputato per l’omicidio di Guerrina Piscaglia avrà luogo il 4 dicembre prossimo, continua a ribadire la sua innocenza dal carcere, dove è rinchiuso dal 23 aprile 2015.

Il religioso non si dà pace, come emerso dalla accorata lettera che avrebbe inviato al suo legale Francesco Zacheo per chiedergli di aiutarlo a dimostrare la sua estraneità alle accuse che gli muove la Procura di Arezzo. A carico del religioso gravi indizi di colpevolezza, primi fra tutti dei presunti sms di depistaggio inviati dal cellulare (mai ritrovato) della casalinga scomparsa da Ca’ Raffaello il 1° maggio 2014 per far credere che la donna, sua presunta amante segreta, volesse andar via di casa insieme al fantomatico ‘zio Francesco’, della cui reale esistenza gli inquirenti non hanno ad oggi trovato alcuna traccia.

In merito alla presunta relazione intima tra Guerrina e il prete congolese emerge inoltre un ulteriore compromettente dettaglio a carico di Gratien. A rivelarlo il settimanale Giallo, che parla della accertata presenza di Guerrina nella sua stanza e sui cuscini del divano nella canonica di Ca’ Raffaello. Proprio in quei luoghi, infatti, due cani molecolari utilizzati nelle ricerche dagli inquirenti fiutarono la presenza della donna nelle ore immediatamente successive alla sua sparizione. Una delicata questione che, sviscerata in sede di dibattimento in aula, potrebbe inchiodare l’imputato alle sue responsabilità e assodare quanto sostenuto dalla Procura, ovvero che Guerrina quando scomparve fosse diretta proprio in canonica per un incontro con il religioso.

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