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Guerrina Piscaglia condanna padre Gratien: il commento della criminologa Bruzzone

A poche ore dalla sentenza che ha condannato a 27 anni di carcere padre Gratien Alabi, riconoscendolo responsabile dell’omicidio volontario di Guerrina Piscaglia e dell’occultamento del suo cadavere, la criminologa Roberta Bruzzone dice la sua in merito a questa vicenda giudiziaria.

La Bruzzone, in veste di “tecnico al processo per la parte accusatoria”, ha rivelato in un’intervista a IntelligoNews di essere stata certa fin da subito della colpevolezza del religioso congolese, e dunque della condanna a suo carico, che è giunta propri ieri: “Io ero assolutamente certa della sentenza di condanna perché tutti gli elementi emersi avevano un’unica chiave di lettura, ovvero la sua responsabilità nel delitto e nella distruzione del cadavere della signora Piscaglia”. 

Abile mentitore e soggetto pericoloso, il prete congolese è stato dipinto dalla nota criminologa con queste parole: “Un uomo che non dice il vero, pervicace nel suo intento; una persona che a mio giudizio ha saputo individuare e approcciare donne come nel caso di Guerrina, in condizioni psicologiche ed economiche precarie e approfittando anche della sua professione. Insomma, un soggetto pericoloso”.

La condanna in primo grado a carico di Gratien – di cui entro 90 giorni conosceremo le motivazioni – ha fatto emergere la sua condotta morale non propriamente ineccepibile, soprattutto alla luce del fatto che lui è un uomo di Chiesa. La Bruzzone lo ha rimarcato nella sua intervista: “Credo che sia un invito molto chiaro nei confronti dei vertici del clero a valutare con più attenzione coloro che destinano in certe realtà dove, magari è necessario inserire persone con un profilo etico-morale oltreché religioso ineccepibile e per ora non mi pare il caso di questo signore”.

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