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Guerrina Piscaglia: incidente probatorio per la prostituta che accusa padre Gratien

Il 27 marzo sarà un giorno importante per le indagini relative al caso Guerrina Piscaglia perché Cristina, la prostituta rumena che accusa padre Gratien di minacce, comparirà davanti al gip Piergiorgio Ponticelli per l’incidente probatorio. La donna sarà messa a confronto con il sacerdote congolese presunto assassino della casalinga scomparsa, con il quale ebbe una lunga relazione ‘a pagamento’, durante la quale lui si sarebbe spacciato per un professore di filosofia, celandole di essere un uomo di chiesa.

Gli inquirenti hanno l’esigenza di fare chiarezza sulle dichiarazioni della donna che, stando alle ultime indiscrezioni emerse, davanti alle telecamere di varie trasmissioni televisive ha più volte detto “Padre Gratien mi disse ‘Guerrina non c’è più'”, ma di ciò non avrebbe mai fatto menzione in sede di interrogatorio. Qual è la verità? L’incidente probatorio servirà anche a dare una risposta a questo interrogativo.

Frattanto Luca Fanfani, il legale del sacerdote congolese, dà battaglia e continua ad accusare la Procura di Arezzo di “indagini fatte male perché non si è mai cercato Guerrina viva e, per questo, “a senso unico”. Dal canto suo il pm Marco Dioni nei giorni scorsi ha smentito categoricamente due particolari emersi nell’ambito dell’inchiesta: il primo è che ci sia un collegamento tra la vicenda di Guerrina ed il suicidio della suora di clausura congolese nel monastero di Monte San Savino; il secondo è che un “corvo” abbia avvisato il vescovo di Arezzo che padre Gratien era finito nei guai per avere inviato un sms dal cellulare di Guerrina, dopo la sua scomparsa.

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