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Guerrina Piscaglia, lettera di padre Gratien al Ministro: “Io diffamato dai media”

“Contro di me accuse infamanti e storie piene di fantasia”, queste le parole contenute nella lettera che padre Gratien ha scritto di suo pugno, indirizzandola al ministro della Giustizia, Andrea Orlando.

Il prete congolese 45enne, in carcere ad Arezzo dal 23 aprile 2015 e sotto processo per il caso relativo alla scomparsa e presunto omicidio di Guerrina Piscaglia, si definisce “vittima di ingiurie e diffamazioni”, che l’opinione pubblica e i media avrebbero perpetrato a suo danno. Tramite i suoi avvocati di fiducia, Riziero Angeletti e Francesco Zacheo, il religioso chiede ancora una volta di poter essere trasferito ai domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico, come la sentenza del Tribunale del Riesame di Firenze ha stabilito in data 3 dicembre 2015.

Ordinanza che, com’è noto, non può essere eseguita perché al momento non c’è la disponibilità del succitato dispositivo elettronico. Questo il motivo dello ‘sfogo’ del prete, che si definisce “abbandonato dalle istituzioni”, e per questo fa appello al Ministro.  “… Se nella mia condizione ci si trovasse il figlio di chi ha il potere di decidere?”, si legge in un stralcio della missiva. Intanto l’avvocato Angeletti, che ieri lo ha incontrato in carcere per preparare la prossima udienza del processo, ha fatto sapere che è stata depositata in Corte di Assise una nuova istanza di scarcerazione per il suo assistito, la cui udienza  è stata fissata per venerdì 29 gennaio.

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