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Guerrina Piscaglia news, le prime parole di padre Gratien dopo il ‘no’ alla scarcerazione

Sarebbero molteplici le incongruenze relative all’orario di morte di Guerrina Piscaglia: secondo la Procura la 50enne sarebbe stata uccisa in un lasso di tempo che va dalle 13.46 alle 14.34 del 1° maggio 2014, ma siffatta ricostruzione sarebbe inverosimile ed infondata, stando alla tesi dell’avvocato Fanfani. Il difensore di padre Gran, ipotizza infatti che la sparizione della casalinga sia nata da un progetto di fuga volontario e studiato nei dettagli, in cui qualcosa potrebbe essere andato storto.

Non solo, la fascia oraria in cui per la Procura di Arezzo il prete congolese avrebbe ucciso la donna, non collimerebbe con quanto dichiarato da due importanti testimoni. Il primo è Mirco Alessandrini, marito di Guerrina, che ha sostenuto in sede di interrogatorio che sua moglie alle 14.20 era ancora in vita e uscì di casa “vestita molto elegante”; la seconda testimonianza che farebbe vacillare l’ipotesi degli inquirenti, poi, l’ha data la parrocchiana che quel giorno alle 14.34 si intrattenne in strada per un po’ di minuti a chiacchierare proprio con padre Gratien.

A fronte di questi orari, quindi, come sarebbe possibile che il prete congolese abbia ucciso e fatto sparire una donna di 100 kg in soli 15 minuti? Qualcosa non quadrerebbe in questa ipotetica ricostruzione. Ne è certo il legale di Gratien. Il prete, inoltre, dopo il rigetto del ricorso per la scarcerazione, avrebbe confidato le sue impressioni all’avvocato, mostrandosi abbattuto e sconfortato: “Non ho ammazzato Guerrina, lo Stato italiano non mi crede ma io sono innocente. Mi rendo conto che qualunque cosa io dica non vengo creduto”.

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