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Guerrina Piscaglia nuova testimonianza: “È morta e so dov’è il corpo”

Nuove rivelazioni sul caso Guerrina Piscaglia oggi a Pomeriggio 5, a riferirle Luca Serafini de Il Corriere di Arezzo. A poche settimane dall’inizio del processo a padre Gratien Alabi, accusato di omicidio volontario e distruzione di cadavere, spuntano indiscrezioni sul luogo in cui l’indagato avrebbe potuto occultare il corpo della casalinga scomparsa il 1° maggio 2014.

Si tratterebbe della diga di Montedoglio, bacino artificiale mai ispezionato dagli inquirenti che si trova lungo la strada che va da Ca’ Raffello a Sansepolcro, in provincia di Arezzo, percorsa in auto da padre Gratien e il confratello padre Silvano il 2 maggio, dopo la scomparsa di Guerrina. Per la Procura il sacerdote congolese quel giorno si sarebbe disfatto del suo cadavere gettandolo in quelle acque, nascosto in un primo momento nel boschetto della Marecchiese, vicino alla canonica in cui officiava.

La segnalazione è stata fatta in una lettera, messa agli atti dell’inchiesta, inviata ai Carabinieri da un rabdomante aretino di 67 anni che sostiene: “Sento che questa donna è morta”. L’uomo non è mai stato sentito dagli inquirenti ma, lo ha confermato Luca Serafini, la sua missiva è stata acquisita dalla Procura ed inserita tra le carte dell’inchiesta.

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