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Guerrina Piscaglia: nuovo metodo localizzazione potrebbe risolvere il caso, ecco come

Il caso relativo alla misteriosa scomparsa di Guerrina Piscaglia, casalinga 50enne di cui si sono perse le tracce il 1° maggio 2014, potrebbe presto giungere ad una svolta, ora che padre Gratien Alabi è sotto processo in Corte d’Assise ad Arezzo, accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Il Corriere di Arezzo informa infatti della esistenza di un sofisticato sistema di localizzazione dei telefoni cellulari che potrebbe permettere agli inquirenti di scoprire con certezza dove si trovavano i telefonini del sacerdote indagato e della casalinga scomparsa il primo maggio 2014 e nei giorni e settimane successive. Questo perché l’accusa è convinta che il religioso congolese avesse in uso il cellulare della donna, dopo la sua sparizione, dal quale avrebbe inviato diversi messaggi di depistaggio allo scopo di far credere che Guerrina fosse scappata via di casa insieme “all’ambulante marocchino”.

Un algoritmo elaborato dalla università La Sapienza di Roma, infatti, consentirebbe di ricostruire tutti gli spostamenti degli apparecchi, che ‘incrociati’ con i tabulati forniti alla Procura dalle compagnie telefoniche interessate, potrebbe davvero far chiudere il caso e finalmente raccontare cosa accadde quel giorno alla Piscaglia.

Non solo, sempre Il Corriere di Arezzo scrive che per il momento, con il processo in corso, la Procura avrebbe deciso di non ricorrere al sistema, ma che potrebbe essere proprio la Corte a chiedere un approfondimento in merito con l’uso del sofisticato sistema di cui in oggetto, che potrebbe addirittura permettere di localizzare il cadavere della donna, finora cercato con i metodi tradizionali e mai trovato.

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