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Guerrina Piscaglia, padre Gratien persona dissoluta? Due catechiste lo difendono

Mancano pochi giorni all’inizio del processo a padre Gratien Alabi, il religioso congolese in carcere dal 23 aprile scorso con l’accusa di avere ucciso Guerrina Piascaglia, casalinga di Ca’ Raffaello sparita nel nulla il 1° maggio 2014. Scrive il Corriere di Arezzo che il sacerdote sarebbe impaziente, “Non vede l’ora che il processo inizi e di poter anche intervenire nelle udienze per fare le sue puntualizzazioni”, avrebbero riferito i suoi avvocati, Francesco Zacheo e Riziero Angeletti. 

I legali inoltre lo hanno descritto fortemente motivato, a seguito di un colloquio in cui avrebbe ribadito tutti i punti focali della sua difesa, primi fra tutti l’esistenza di “zio Francesco”, con il quale Guerrina sarebbe fuggita, e di non avere mai avuto in uso il cellulare della donna, come invece sostengono gli inquirenti. In merito al suo liquido seminale rinvenuto dai Ris sul divano della canonica, prova della sua vita dissipata e non certo confacente ad un uomo di Chiesa, il prete si sarebbe giustificato dicendo che ogni tanto dormiva nel divano e potrebbe essere stata “una emissione involontaria e spontanea”.

A difenderlo da siffatte accuse, compariranno su sua richiesta in Corte d’Assise (la prima udienza del processo è il 4 dicembre) anche due catechiste di Ca’ Raffaello, già inserite nella lista dei testimoni della difesa. La loro deposizione sarà finalizzata a smantellare la tesi della Procura, che dipinge il religioso come persona dissoluta e dalla vita libertina.

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