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Guerrina Piscaglia, riprende processo a padre Gratien: parlano 7 testimoni

Entra nel vivo il processo a carico di padre Gratien Alabi, il prete congolese 45enne accusato di omicidio volontario e distruzione di cadavere ai danni di Guerrina Piscaglia. Riprendono infatti le udienze dopo la pausa per le festività natalizie: l’imputato tornerà nell’aula della Corte di Assise il prossimo venerdì 8 gennaio. Sarà la seconda udienza del procedimento a suo carico, durante la quale saranno ascoltati i primi 7 testimoni chiamati dal pm, Marco Dioni.

Si tratta dei suoceri e dei cognati della casalinga 50enne scomparsa da Ca’ Raffaello il 1° maggio 2014. Si apprende che la difesa del religioso, rappresentata dai legali Francesco Zacheo e Riziero Angeletti, avrebbe intenzione di far leva sulla presunta lacunosità dell’impianto accusatorio a carico del suo assistito.

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Un pugno di indizi, per giunta di natura ‘logica’, e totale assenza di una prova regina che lo inchiodi: questa la posizione dei legali di padre Gratien i quali, come anticipa Il Corriere di Arezzo, solleveranno numerose eccezioni in fase di dibattimento, soprattutto quelle relative al modo in cui sarebbero state condotte le indagini. Una inchiesta, cioè, a “a senso unico”, che non avrebbe mai voluto scandagliare eventuali piste alternative, come quella che si sarebbe potuta aprire con il ritrovamento di una macchia di sangue (la traccia di ‘Ignoto C’, qui tutti i dettagli) sull’interruttore della luce collocato nel garage della casa in cui abitavano Guerrina e la sua famiglia.

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