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Ha i requisiti per la cittadinanza, ma è ancora in attesa: la storia di Jean-Claude Mbede

Quello del reddito di cittadinanza agli stranieri è senza dubbio uno temi caldi di questi ultimi giorni. Inizialmente si è parlato, infatti, di una estensione del reddito di cittadinanza anche agli stranieri residenti in Italia da almeno 10 anni, ora pare che il vento sia cambiato. Il governo sarebbe orientato ad allargare la platea che potrebbe beneficiare dell’assegno: dovrebbe bastare, infatti, essere maggiorenni residenti in Italia da almeno 5 anni disoccupati o inoccupati.

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La storia incredibile di Jean Claude Mbede

Ma quanto è difficile ottenere la cittadinanza nel nostro paese? La storia che vogliamo raccontarvi oggi si inserisce pienamente nelle pieghe di queste contese burocratiche: ha per protagonista Jean-Claude Mbede, giornalista professionista, che ha lavorato nella cooperazione internazionale: questi ha maturato il diritto a diventare cittadino italiano, ma ancora nulla di fatto, nessuna cerimonia, lui non ha in mano nulla. Senza la cittadinanza italiana, pur avendo i requisiti, Jean-Claude Mbede non può concorrere ad incarichi per Ambasciate e Ministero degli Esteri, né per qualsiasi altra posizione importante. Jean-Claude Mbede, giornalista rifugiato politico in Italia dal 2010 (nel suo paese infatti è perseguitato dal momento che ha denunciato con forza la corruzione presente!), ha sollecitato la pratica al comune di Gallarate: «Il mio futuro è legato al giuramento e penso che dopo tanti sforzi meriterei un appoggio e non essere punito». Queste le parole di Jean-Claude Mbede scritte in una lettera indirizzata al sindaco del paese con l’augurio che si possa «velocizzare» la burocrazia. Anche se in questo caso, si tratterebbe semplicemente di abbreviare tempi decisamente troppo lunghi.

«Ho deciso di essere utile a questo Paese che mi salvò la vita e che è diventato anche mio!»

Una storia complicata quella di Jean-Claude Mbede, che giornalista del Camerun aveva sfidato il potere, portando avanti delle inchieste scomode, come quelle sulla “casta” africana o sul fenomeno dell’immigrazione nel Belpaese. Così Jean-Claude Mbede ha raccontato il suo travagliato vissuto: «Ho scelto la città nel 2010, quando a due anni dal mio arrivo in Italia e dopo la concessione dello status di rifugiato politico, ho avuto la mia prima opportunità lavorarita ed era un praticantato giornalistico a Milano. Ero contento di uscire da un centro di prima accoglienza a Roma per tornare ad essere un cittadino normale!». Il giornalista vorrebbe essere cittadino italiano a tutti gli effetti, sente di poter dare un importante contributo al paese: «Quando vado in giro per il mondo a lavorare per la Cooperazione italiana mi presento come un gallaratese nel mondo e ho detto al mio ambasciatore che era di Arona che la mia città mi avrebbe, un giorno, dato un riconoscimento a testimonianza di tale rappresentanza onorevole. Vivo in Italia da 11 anni con lo status di rifugiato politico. Sono sposato con due figlie di 15 e 10 anni. Ma la famiglia si è rovinata per motivi economici. Tuttavia ho deciso di essere utile a questo Paese che mi salvò la vita e che è diventato anche mio. Canto l’inno di Mameli con la stessa emozione di Andrea Pirlo».

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi", “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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