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Henri de Toulouse-Lautrec: il 24 novembre di 150 anni fa nasceva il pittore outsider della Parigi bohémien

Era il 24 novembre 1864 e dall’unione del conte Alphonse de Toulouse-Lautrec-Monfa con una cugina di primo grado, la contessa Adéle Tapié de Cèleyran, 150 anni fa nasceva Henri de Toulouse-Lautrec, artista francese immenso. Furono proprio i genitori a lasciargli un’eredità difficile, a causa del matrimonio incestuoso, non debiti, né problemi economici quindi, ma fisici: Henri aveva una malattia ossea congenita, la picnodisostosi, ma lui stesso disse: “E pensare che non avrei mai dipinto, se le mie gambe fossero state appena un po’ più lunghe!”, difficile fu anche il rapporto con la madre.

Per Toulouse-Lautrec il distacco dall’essere soffocato dal super-io materno, per riuscire ad autoaffermarsi, era diventata una necessità preponderante, anche se molti suoi contemporanei e post avevano ritenuto che il suo abbandono ai piaceri della Belle Epoque non fosse legato ad un passato, o presente, burrascoso, ma alle proprie menomazioni fisiche. Il credo artistico di Lautrec fu comunque l’atto più grande della sua esistenza, una ricerca della verità continua, senza provare a distogliere lo sguardo mutandolo in effimere false bellezze. “Ho cercato di essere veritiero, senza sognanti falsificazioni. Forse è un errore, ma io non riesco a non vedere le verruche, anzi vi aggiungo di proposito anche qualche pelo, le ingrandisco e ci faccio sopra una punta lucida. Non so se Voi sapete tenere a bada la Vostra penna, ma quando la mia matita comincia a muoversi devo lasciarla fare, altrimenti plumps… è finita”.

Lautrec fu un outsider, e come lui lo fu anche Vincent Van Gogh. Un outsider più un altro outsider nell’incontro in un atelier di Cormon? Sì, Lautrec fece un ritratto a Van Gogh che tuttora emana l’essenziale umano del pittore olandese; come lui ci provarono in molti, ma come Henri ci fu solo Henri. Lautrec fece danzare e vivere il Moulin Rouge, e con esso diede vita ad alcune star. “Abbiamo fatto ballare il popolo. E’ stato molto divertente, siamo andati a dormire soltanto alle 5 del mattino, cosa alquanto pregiudizievole per il lavoro del mattino stesso”, mentre scriveva anche alla madre: “Oggi hanno affisso il mio manifesto ai muri di Parigi, e presto ne farò un altro”, dando vita al suo vero e proprio elemento artistico, la litografia monocroma e policroma. Ma che cosa avrebbe fatto Henri de Toulouse-Lautrec se non fosse stato un artista?

“Se non facessi il pittore, mi piacerebbe fare il medico o il chirurgo”, lui, di cui Eduard Vuillard scrisse: “Egli in tutte le altre occasioni era così cinico e faceva discorsi scurrili, diventava allora completamente serio. Era per lui come una fede religiosa“. A 150 anni dalla sua nascita, Henri de Toulouse-Lautrec ci ricorda ancora che “Bisogna saper sopportare se stessi“, in verità non è mai morto.

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