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H&M shop: l’accusa di una fashion blogger norvegese alla catena low cost, “Sweat shop”

Sweatshop significa letteralmente “un posto di lavoro che ha condizioni di lavoro socialmente inaccettabili”. Il lavoro può essere difficile, pericoloso o essere retribuito con un salario che non è proporzionato. Anniken Jørgensen, giovane fashion blogger norvegese di 17 anni, ha accusato la catena low cost H&M, di essere sweatshop, e ha realizzato un docu-reality omonimo “Sweat Shop”, insieme ad altri tre colleghi, che doveva essere pubblicato nel quotidiano norvegese Aftenposten. Perché doveva?

Perché il quotidiano non ha, poi, voluto pubblicarlo. Anniken Jørgensen lo ha reso pubblico nel webI tre giovani fashion blogger norvegesi sono stati inviati in Cambogia, dove l’azienda produce gran parte dei suoi capi, e hanno vissuto per un mese le stesse condizioni dei lavoratori di H&M. Sono stati negli stessi alloggi fatiscenti e hanno provato in prima persona i turni di lavoro massacranti.

Anniken Jørgensen ha detto: “È incredibilmente frustrante che una grande catena di abbigliamento abbia così tanto potere da spaventare e condizionare il più importante quotidiano della Norvegia. Non c’è da meravigliarsi: il mondo è così. Ho sempre pensato che nel mio paese ci fosse libertà di espressione. Mi sbagliavo.”

Pino Insegno e Paola Perego

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