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Holly Brockwell a 30 anni ottiene il diritto alla sterilizzazione dopo una lunga battaglia

Avere 30 anni e non poter decidere cosa fare del proprio corpo. Deve essere stata questa la sensazione di Holly Brockwell, giornalista inglese, che da quattro anni chiede ai medici di essere sterilizzata perché non vuole (e non vorrà mai) avere figli. “Non odio i bambini; semplicemente non li voglio. Avete presente quando incontrate un meraviglioso cane di qualcuno ma non pensereste mai di prenderlo con voi? È la stessa sensazione”. Finalmente la sua richiesta è stata accolta ed è in lista per essere sottoposta all’operazione. Già lo scorso anno aveva rilasciato un’intervista alla BBC per spiegare i motivi della sua scelta e all’epoca i suoi social network erano stati inondati da messaggi di insulti da chi riteneva sbagliata la scelta di Holly. Lei oggi ribadisce “Sì, la sterilizzazione è drastica, è una decisione grande, seria, irreversibile. Ma anche avere un bambino lo è. E spero che un giorno entrambe le scelte possano godere del medesimo rispetto”.

“La gente mi contattava per dirmi di essere contenta che non mi fossi riprodotta, perché così non ci sarebbero state più persone come me nel mondo. Hanno insultato mia madre e hanno detto che avevo bisogno di un aiuto psicologico” aveva spiegato all’epoca la donna. E mentre sui social ognuno voleva dire la propria opinione sulla scelta personale e motivata di una donna, dall’altra perfino i medici la criticavano, consigliandole di riflettere o di pensare ad altre alternative; alcuni le avevano persino suggerito di far sterilizzare il proprio compagno, ma Holly ha sempre rifiutato ribadendo: “Questa è la mia battaglia”.

Ora sembra che il sistema sanitario nazionale finalmente le conceda il diritto alla sterilizzazione e Holly ha voluto spiegare e ribadire la sua scelta attraverso i social; “È una cosa che desidero da tempo, ma ciò non significa che sia stata una decisione facile da prendere. Ho fatto delle ricerche, delle considerazioni, ho pesato e eventualmente difeso i vari argomenti, più e più volte. Non tutti coloro che hanno bambini possono dire di aver fatto lo stesso, eppure non vengono interrogati o tirati in ballo così di frequente”. La giornalista ha inoltre spiegato il senso di inadeguatezza o di colpa che spesso le parole degli altri le fanno sentire, dal “Non pensi che sia un po’ egoistico da parte tua?” al “Chi si prenderà cura di te quando sarai anziana?”. E la donna spiega come il giudizio peggiore e più aspro arrivi proprio dalle stesse donne e commenta: “Se fossi stata un uomo, probabilmente avrei fatto la vasectomia anni fa. Gli uomini non sono oggetto di commenti presuntuosi, occhiate compassionevoli e domande inopportune. Per la società è più facile pensare che un uomo non voglia diventare papà piuttosto che accettare l’idea che una donna non voglia essere mamma”.

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