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Hotel Rigopiano, archiviate le accuse ai 22 indagati: «Alla fine sarà colpa delle vittime»

Si torna a parlare dell’Hotel Rigopiano e della tragedia avvenuta il 18 gennaio 2017. In seguito a forti scosse di terremoto e una violenta nevicata, l’ex rifugio e unico albergo della frazione, venne investito da una valanga di neve e detriti proveniente da una linea di cresta del Monte Siella. Fra le 40 persone presenti:  29 vittime e 11 sopravvissuti. A distanza di più di due anni il gip del tribunale di Pescara, Nicola Colantonio, ha disposto l’archiviazione di 22 indagati. Tra di essi, è stata disposta l’archiviazione per gli ex presidenti della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, Ottaviano Del Turco e Gianni Chiodi.

Hotel Rigopiano: la risposta del Comitato

La tragedia dell’Hotel Rigopiano colpì tutta l’Italia, , che seguì i soccorsi col fiato sospeso. Una delle vittime, in base all’analisi dei messaggi contenuti nel cellulare, sarebbe sopravvissuta per 40 ore dopo che la valanga aveva travolto la struttura. Attorno a tutto questo si sviluppò un Comitato delle Vittime di Rigopiano. Il loro compito è quello di portare giustizia a chi non c’è più. La decisione del gip ha lasciato un po’ di amaro in bocca, ma la battaglia non si ferma qui. “Apprendiamo con sommo dispiacere delle decisioni del gip Colantonio. Pur rispettando e accettando tale dispositivo, ci sentiamo in dovere di continuare la nostra battaglia a sostegno dei famigliari che ci hanno creduto e che si sono opposti alle richieste di archiviazione”. Il Comitato aggiunge: ”Per noi non è una sconfitta perché leggendo bene le motivazioni ci sono ottimi spunti giurisprudenziali per ritenere che le nostre idee sui fatti erano fondate”.

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Il dolore dei familiari

La scelta del gip non è stata accolta affatto bene dai familiari della vittima. In particolare ha deciso di prendere la parola Alessio Feniello, padre di Stefano, una delle 29 vittime della valanga. “Comincio a pensare che alla fine la colpa sarà di chi stava in hotel, di chi lavorava a Rigopiano e di chi c’è andato in vacanza. Ho appena saputo che il giudice ha accolto la richiesta di archiviazione nei confronti di tutti i funzionari della regione, della Acquaviva, e anche dei tre personaggi che ci hanno fatto credere che Stefano era vivo, uccidendolo due volte. Questa archiviazione è un colpo che fa molto male“. E’ difficile non trovarsi d’accordo con il padre di Stefano. Nell’ordinanza del gip di Pescara si parla di una “condotta addirittura benefica, in quanto diretta a dare sollievo ai familiari dei superstiti“.

Il Comitato delle Vittime di Rigopiano è proprio contro questo genere di situazione che continuerà a lottare.

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