in ,

House Of Cards 4, Kevin Spacey è Frank Underwood: ecco 5 motivi del suo successo

House of Cards è una serie tv di assoluto successo: il quarto appuntamento, la cui conclusione italiana sui canali di Sky Atlantic è prevista per giorno 20 aprile, non ha deluso le aspettative dei fan di Kevin Spacey, celebre volto hollywoodiano che, in questa produzione targata “Netflix” veste i panni di Frank Underwood. House of Cards letteralmente significa “castello di carta”: una traduzione non casuale per chi conosce la saga televisiva che vede alle prese un repubblicano con la voglia di arrivare a sedere alla casa bianca. Un obiettivo che Frank Underwood, in House of Cards, riuscirà a portare a termine ma non senza macchiarsi di innumerevoli artifizi tipici del mondo della politica.

RESTA CONNESSO CON IL MONDO DELLO SPETTACOLO GRAZIE A URBANPOST.IT

Adesso, House of Cards e il suo successo non sono del tutto casuali: il primo fattore di criticità che ha consentito ai produttori di questa serie televisiva che, tra l’altro, annovera la regia di James Foley, prossimo autore dei sequel di “50 sfumature di grigio”, è sicuramente l’aver scelto una personalità forte come attore protagonista. Kevin Spacey è una sorta di mantra della cinematografia internazionale, un guru spesso sottovalutato ma capace di svolgere qualsiasi ruolo gli sia stato richiesto; indubbiamente, in House of Cards, l’attore americano nei panni di Frank Underwood ci sguazza alla perfezione. Il secondo punto di forza che consente a questa serie televisiva targata “Netflix” di poter immaginare il mondo della politica è la moglie di Kevin Spacey, ovvero Robin Wright nei panni di Claire Underwood. Quest’ultima non è statica, tutt’altro: il dinamismo del suo personaggio in House of Cards è di una bellezza unica, un crescendo di emozioni capace di far restare gli spettatori a bocca aperta dinnanzi allo schermo televisivo o del proprio notebook. La perfidia e la dolcezza, la scaltrezza e la determinazione, l’aridità di sentimenti e le debolezze di una donna: mai personaggio risulta essere stato più azzeccato per Kevin Spacey.

SCOPRI TUTTO IL MONDO DELLA TELEVISIONE CON URBANPOST.IT

Ma c’è tanto altro ancora da prendere in esame in House of Cards: il terzo fattore vincente messo in gioco dalla produzione Netflix riguarda la struttura politica fin troppo veritiera. Nel tempo recente sono state diverse le serie televisive create ad hoc per il mondo della politica americana: una di queste, ad esempio, “Scandal” o “Homeland”. L’uomo di fiducia di Frank Underwood è tale Douglas Stamper, un capo-gabinetto così fedele al suo padrone da risultare alle volte stucchevole: il vizio dell’alcol caratterizza la sua vita e la sua continua ossessione verso tutto ciò che lo circonda. Quarto punto di forza? Beh, “House of Cards” fa venire il ribrezzo alle volte per quanto risulti essere veritiera; non a caso, dopo la prima stagione, l’ex presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, ha sottolineato come la serie televisiva sia: “Al 99% veritiera e solo qualcosa risulta fin troppo fantasioso: una legge sull’istruzione passerebbe solo dopo anni, non qualche settimana.” E, infine, quinto punto di forza di House of Cards è, senza ombra di dubbio, la capacità di Frank Underwood di portare il vento sempre a suo favore: la comunicazione, nel ruolo di presidente, è tutt’altro che impeccabile tanto da vederlo sempre in svantaggio nei sondaggi per le rielezioni; un po’ come Donald Trump che, davanti ai microfoni, pensa di essere su un set cinematografico.

Lebron James NBA

Playoff Nba 2016, ecco il calendario, le date e dove vederli in Italia

trovato morto secondo disperso carrara

Carrara incidente cava ultime notizie: trovato morto anche secondo disperso