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Roberta Ragusa: il marito Antonio Logli a processo? La domestica potrebbe metterlo nei guai

Il figlio maggiorenne di Roberta Ragusa e Antonio Logli sarà risentito dagli inquirenti, in vista del possibile rinvio a giudizio del padre (l’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 18 novembre). Il ragazzo, che compirà gli anni pochi giorni prima che il padre si presenti davanti al Gup, sarà interrogato dal sostituto procuratore, Aldo Mantovani, titolare delle indagini sulla scomparsa di Roberta Ragusa.

Per l’avvocato Nicodemo Gentile, legale dell’associazione Penelope, i figli della donna scomparsa potrebbero infatti essere a conoscenza di importanti accadimenti avvenuti fra i coniugi tra le mura domestiche in grado di aiutare gli inquirenti a risolvere il mistero della scomparsa della Ragusa: “Chiederemo soprattutto di valutare bene le dichiarazioni dei familiari di Logli e di confrontarle con quelle rese anche dal ragazzo, perché la verità è da cercare in famiglia”, ha precisato.

Intanto in attesa di nuovi sviluppi nelle indagini e del possibile rinvio a giudizio di Logli, il settimanale Giallo pubblica in esclusiva i verbali della domestica di Roberta Ragusa, interrogata dagli inquirenti subito dopo la scomparsa della donna. “Mi sono recata nella camera da letto di Antonio e Roberta ed ho iniziato a sistemare la camera, in quanto su di un divanetto ivi collocato vi erano vari maglioni” – queste le parole pronunciate dalla signora Margherita Latona e messe a verbale all’epoca dei fatti – “una mantella di lana colore nero di Roberta, oltre ad un paio di pantaloni in jeans con cintura di Antonio. Ho visto arrivare in camera da letto Antonio Logli, che ha preso un qualcosa che non saprei definire, quindi, nell’allontanarsi, mi ha ringraziato della mia presenza, asserendo che mi avrebbe pagata quanto prima, io dicevo che avrei atteso il ritorno di Roberta, ma l’uomo con un’esclamazione dava l’impressione di essere pessimista su tale possibilità”.

La donna riferì inoltre che quella mattina Logli e il padre si incontrarono in casa: “Ho notato Antonio che stava parlando, con voce molto bassa […] ho sentito Antonio e l’altro uomo camminare nel corridoio e dirigersi verso l’uscita. A questo punto Logli è venuto in bagno frettolosamente per prendere il bastone che consente l’apertura della botola che porta in soffitta e senza dire alcuna parola, ha preso l’oggetto, è andato in corridoio ed ha aperto la botola che conduce in soffitta quindi vi è salito”.

Ma è il passaggio che riportiamo qui di seguito che potrebbe avere una importanza rilevante ai fini dell’inchiesta, e rivelarsi fondamentale per l’accusa in vista di un possibile processo: “Nel frattempo, iniziavo a stendere dei panni fuori dalla finestra ed in tale occasione ho sentito un rumore di abrasione sul pavimento del cortile, quindi affacciandomi ho notato Antonio che, stando inginocchiato a terra, stava grattando con insistenza il pavimento, con qualcosa che non sono riuscita a vedere, ma sicuramente di metallo”.

Cosa stava facendo Antonio Logli quella mattina? Quali tracce si impegnava a ripulire? La domestica ha descritto molto bene il suo comportamento ai magistrati: “Il gesto che lui faceva, era quello di una persona che vuole cancellare qualcosa e ciò mi è sembrato particolarmente strano. Mentre Antonio effettuava la predetta operazione, aveva al suo fianco una busta in nylon di colore giallo ocra, del tipo della spesa. Tale busta mi sembra fosse riempita fino alla metà ed ho avuto l’impressione contenesse qualcosa di simile a panni bagnati e comunque pesanti”.

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